Uomini, donne e ingegneri 15 Ottobre 2007
Posted by chiaradavinci in da vinci's family.Tags: dring
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In un post della settimana scorsa elastigirl si chiedeva se gli uomini sono degli esseri umani di serie B, perché hanno un attention span limitato.
In quell’occasione ho commentato che mio marito non fa testo, perché gli ingegneri hanno sempre tutto sotto controllo, sanno tutto, fanno tutto bene, non sbagliano mai, dicono e pensano 75 cose contemporaneamente e, soprattutto, sono sempre svegli a colazione, sempre pronti a un’emozione (rivalutiamo Roberto Vecchioni, è pure interista). Sono degli esseri umani da Champions League, ma anche una gran rottura di coglioni, diciamocelo.
Potrei riportare migliaia di esempi a conferma della mia tesi, ma sarebbe una roba da ingegneri. Mi limito a un semplice spaccato di vita vissuta. Un sabato mattina alle 7, in casa da vinci, con marlonbrando ancora miracolosamente addormentato e Pulcinea tranquilla:
dring: amor, qué tal has dormido?
chiara: por qué hablas al pasado?







mio padre (ingegnere) sveglia da trent’anni mia madre (prof. in pensione) alle sette di mattina con due caffè (non uno, ma due!) per fare due chiacchiere con lei prima di andare a lavorare…peccato che la povera donna di addormenti solitamente non prima delle due del mattino, non solo a causa della sua fervida passione per la letteratura, ma anche per il leggiadro russare del consorte!
povere noi…
Io da tempo sono convinta che il mio compagno sia un ingegnere sotto mentite spoglie (perchè ingegneri si nasce, non si diventa)… però un difetto troviamolo agli ingegneri (ufficiali o ufficiosi): senza un libretto delle istruzioni sono persi e chiedono informazioni per strada moooooolto meno (se possibile) dei comuni mortali
Detto ciò se sei pure interista sei ufficialmente la mia donna ideale
Benni cara, il caffè a letto me l’ha portato per anni anche il dring, ma da quando siamo in quattro in famiglia c’è sempre qualcuno a due o quattro zampe che lo frega sul fotofinish al mattino.però mi porta pure spessissimo dei fiori, poco ingegneristicamente rubati nei campi. e io mi squaglio.
nandina, come PURE? io sono prima di tutto interista e apprezzo che si apprezzi. per quanto riguarda i libretti di istruzioni, il dring li legge tutti, dall’inizio alla fine, in più lingue (credo che voglia imparare il giapponese per risalire all’originale). e alle volte mi interroga pure.
Sei messa peggio di me, ma a me niente fiori, ma la colazione tutte le mattine sì!
Ah, ma allora “son tutti egual gli ingegneri del mondo quando al mattino scassan i cojon”: mio padre ingegnere conclamato e recidivo, sebbene in pensione, si presenta alle 5 del mattino col caffè in mano per dare il buongiorno a mia madre – anch’ella nottanbula per letture e compiete – e a me nelle rare occasioni in cui torno a fare il lupetto di famiglia – pur. conservando nottambule abitudini per altri poco verecondi motivi… come si dice: “il lupo perde il pelo, ma mai lo sfizio” – e alle ovvie rimostranze, “ingrate” le mie e “rassegnate” quelle della pia genitrice e consorte, conciona ingegneristicamente: “Tanto poi vi riaddormentate e quando vi risvegliate, vi svegliate più svegli con la caffeina già in circolo!”
Esiste una Lega Protezione Famigliari d’Ingegneri?
Lupus, non credo che esista quella lega, ma una mia amica di Bologna che fa parte dello scioubiz voleva mettere su una bella serie dal titolo “desperate engineer’s wives”. per me ci facciamo pure i soldi.
nandina, credo che la maggior parte delle donne sia messa peggio di me. chiacchero e chiacchero, ma il mio dring è unico e inimitabile e non lo cambierei con nessuno al mondo, nemmeno con un altro ingegnere.
Se mi procurate Alec Baldwin – ma anche uno degli altri fratelli, mi accontento, va’! – con lui veniamo a fare la parte della coppia di lupi gay… così freghiamo sul tempo la serie originale – e poi, ma chi ce crede a ‘na coppia frocia Williams / Beckam, mentro alla coppia Lupus / Baldwin Bros ad lib., ce crederei sicuramente io! – e il mondo dello “spaghetti stardom” è nostro: a voi ‘e sordi, a me e’ sorchi!
Io al posto dei Baldwin proporrei Veron, così io e te ci prendiamo per i capelli, ci scappa il sangue e l’audience cresce.
Be’, se gli ingegneri sono per qualche verso “disperanti” e volete provare qualcosa di diverso, pur restando grosso modo nello stesso contesto analitico-matematico, ci sarebbero, a vostro rischio e pericolo, i fisici: suppergiù stesse materie di studio, specie nel primo biennio, ma mentalità e atteggiamenti quasi del tutto opposti (o almeno così un tempo si vociferava/millantava, se non altro sulla sponda dei fisici).
PS Ah, s’intende che io sono fuori dai giochi, in quanto fisico di formazione, ma del tutto mancato, se è vero, come è vero, che sono finito a fare il traduttore (insomma, non messo troppo bene).
Pensa che il mio, tecnicamente, non è nemmeno ingegnere!
Su che non siamo messe male nessuna delle due, direi.
Lupus, l’unico Baldwin accettabile è Alec, anche se decisamere bovino.
Augh (oggi mi sento frivola, che ci volete fare?)
Uao, Nazza, abbiamo un FISICO BESTIALE e non lo sapevamo! In effetti una mia cara amica è sposata con un fisico (per di più tedesco, brrrrr…) ed è un vero miracolo che non abbiano già perso i figli. Il dring si chiede anche come hanno fatto a farli, i figli, vista la sbadataggine di lui. Mistero della fisica.
Nandi, su quel “tecnicamente” un ingegnere passerebbe delle serate.
Gli uomini hanno meno attention span delle donne, è vero. Le donne, quando stavano a caverna a curare la prole, a preparare il pasto, ad attizare il fuoco, ecc, dovevano fare tante cose assieme…
Ma gli uomini hanno anche un’intelligenza spaziale, cioè la capacità di percepire e materializzare mentalmente lo spazio molto più sviluppata delle donne. Mettiti te a correre in squadra dietro a un riottoso mammuth (riottoso ad essere il pasto del giorno)…Devi: riuscire a seguirlo, non perdere il contatto coi tuoi, e rintuzzarlo verso quel precipizio senza che lui ti infilzi con le sue belle zannone… mica facile.
Tiè…da un architetto…
ciao
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apolide ti invita a visitare il suo BLOG
apolide, benvenuto. io non è che creda granché alle distinzioni tra uomini e donne (te lo conferma il post sul rugby), per me siamo tutti individui e come tali difficilmente raggruppabili a seconda del sesso (per dire, io ho poco in comune con Rosy Bindi o con Alessia Fabiani, mi sento molto più simile a Francesco Guccini, per dire). però ritengo che esista una differenza abissale tra l’essere umano comune e l’essere umano ingegnere. e quelli, credimi, di mammut non ne hanno mai visti.
gli architetti però in genere sono simpatici.
chiara, mi sa che le caratteristiche da te citate sono comuni anche ai geometri soci in uno studio ingegneristico (dicesi Schatzi)… l’è tutt’ la stessa roba. loro sono “er mejo”, creati per rompere le palle.
ma come si fa a non volergli bene… e poi vuoi mettere la goduria quando fanno un errore e glielo fai notare?! impagabile.
ehm, nietta, forse (e dico forse) i geometri soci in uno studio ingegneristico ogni tanto fanno degli errori. gli ingegneri mai. ho sposato un Superio con le gambe.
@chiaradavinci: Sai che è? E’ che sono sempre assorti a numerizzare, quantificare, modellizzare. Tutto, pure i sentimenti o il percorso ottimale camer/bagno per andare a ca*are la notte.
Ma ce ne sono -di ing- alcuni, molti, invero, che ironizzano sui limiti della loro formazione. E sono quelli che hanno dietro una buona cultura umanistica, diciamo, liceale…
IMHO
Apolide
quello che ho sposato io ha fatto il liceo scientifico, in tedesco, in Spagna, il dottorato in Germania e ora ricerca qua. è questo che lo salva, mi sa. il respiro internazionale gli dà quel ‘che’ in grado di ammortizzare i numeri. diciamo che è un ingegnere borderline.