Essentials 1 Luglio 2008
Posted by chiaradavinci in egolalia.trackback

Matrimonio falso-trasandato. Jeans raccomandati dall’invito, tutti con quasi tre zeri sul cartellino. Quintali di perle, bionde regolarmente finte e foulard d’Hermes a pioggia. Fila di borse di Luis Vuitton. Suona un cellulare. Panico generale. Pazza Inter, amala: è il mio. La testimone della sposa: “Oddio, come si fa, sono tutte uguali. Sai qual è la tua?” “Quella con l’uomo ragno.”







Zenga?
Michè, potrebbe starci pure lui dentro. se hai un nano di due anni e conti di stare fuori cinque-sei ore devi portarti dietro di tutto. col tempo la quantità di roba si riduce, perché impari a capire cosa serve e cosa non serve (all’inizio parti con un set di valigie che nemmeno Jennifer Lopez), però devi comunque avere borse capientissime, meglio se di plastica, visto che lui ci fa di tutto dentro e sopra. il nano, non Zenga.
La classe non è acqua
Perché come dice la mia amica Bowine, quando esci con i bambini è quasi una diaspora.
Io ho appena scoperto che un tre settimane fa, nella tascona esterna dell’invicta, ci avevo messo 2-3 banane (non erano più contabili, ho fatto ad occhio.
La mia borsa è piena di lego, golfini e puttanate varie.
Però è vero, crescendo fai l’occhio allo stretto necessario indispensabile, e a uncerto punto rinunci direttamente.
Ma tu frequenti tutte queste biondefinte in perle e jean? Complimenti!
ari, in realtà mi sentivo più una pecora nera in mezzo a tante pecore bianche (tinte), però grazie
ba’, la mia borsa è sempre piena di cose indispensabili: mousse di mela verde bio che fino a cinque minuti prima era mela verde bio e basta, pane raffermo (meglio se di Brezel) inzuppato nel sapone per bolle, fazzoletti delle Winx (regali di fidanzate), borracce da culturisti, magliette di Torres taglia 42 (più piccole pare non esitano e il nano ci nuota dentro), libri in due lingue diverse, caschi da pompiere e chiavi (finte) del triciclo.
il problema è che le biondefinte vorrebbero che le frequentassi, ma io sono talmente bionda-dentro-vera che le snobbo.
Pnesavo che la maglietta di Torres fosse per te!
Io non ho figli eppure anche le mie borse sono piene di cazzate…
Bello però il matrimonio finto casual…però mi metterebbe in difficoltà, ho un vestito che dovrò ammortizzare per i prossimi 4 anni… e non è affatto finto casual!
Sulle suonerie… be’, il ho “La Paranza”… e a volte dimentico di togliere la suoneria in ufficio… e, va be’… avete presente come inizia “La Paranza”?
Per la nostra B.I. (Blonde – o Bastard? – Inside) la maglietta – o il costumino? – più adatta è quella della Torres di casa nostra: stesso vitino, stessa grinta!! Ah, le nostre supermamme!
nandy, ne ho da smaltire uno anch’io, terribilmente da diva, senza spalline, con sostrato di voile in tralice e spacco vertiginoso. magari ci vado alla Coop nel mese di agosto.
il nostro (mio e del dring) matrimonio è stato casual-quanto-ti-pare, nel senso che chi voleva venire in jeans era libero di farlo, mentre chi aveva un vestitino da urlo nell’armadio era libero di metterlo. secondo me dovrebbe essere sempre così.
Lupus, l’unica Torres de noantri che conosco è la squadra di calcio di Sassari. mica sottintendi che ho il fisico di un pastore e la silouette di un nuraghe, vero?
Lo vedi, lo vedi che sei B.I. ?!?
Aspetta, se parli della Torres americana (perché di casa nostra? passa pure lei dalla tua doccia? mi sa che rimpiango i tempi di Veron), ci tengo a precisare che ho 4 anni meno di lei e che non spendo 100 mila dollari all’anno per avere questa splendida forma
oh come vorrei sapere chi era la sposa …!!!!