I miei due cent 10 Luglio 2008
Posted by chiaradavinci in Senza Categoria.Tags: marlonbrando è sempre lui
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(anche “Little Lluch Two”, giusto oggi)
Due anni. Compiere due anni non ha un gran senso.
Uno sì, perché poi puoi dire “Ciao mamma, sono contento di essere arrivato uno.” Anche tre è bello, anzi è perfetto, era il numero di Facchetti, vuoi mettere la differenza tra lui e Burnich?
“Due di due” per carità, De Carlo. “Una poltrona per due”, ci si sta stretti e pigiati. Eins, zwei e ci mancava pure la Polizei, mentre nella smorfia il due è la bambina…
Se poi il giorno del tuo secondo compleanno tua madre, invece di organizzarti una bella festa con palloncini, dolcetti, candeline e nani ipercinetici come te, prende e se ne va qua a presentare un pazzo furioso che sostiene che una certa Yoko ha smantellato il suo gruppo e che il Bologna è la più grande squadra di calcio al mondo, be’, allora capisci che vali meno del due di briscola.







Yoko e il marito sono ovunque in questi giorni, eh?
lflf, Yoko e il marito metiamoli da parte per il momento – come direbbe Lucarelli – li riprenderemo più avanti. lo sai che sono anni che aspetto il romanzo sugli X-Mary, sui loro concerti a Montelupo e sui bidoni che sono il loro chitarrista sa dare.
Ma il Bologna è davvero la più grande squadra del mondo. Il problema è che non si vuole decidere a dimostrarlo.
Sul due di briscola, beh, penso piuttosto che Marlonbrando sia sempre più sicuro di avere una mamma speciale.
a proposito di yoko e il marito (ma poi non sarebbe più giusto parlare del marito e poi, accessoriamente, di yoko?), vedo che hanno ristampato in economica (io l’avevo pagato a prezzo da copertina rigida, argh!) un libro tradotto da lflf (va da sé che dentro c’è anche il marito – yoko non mi pare, o forse sì, boh) con un titolo nuovo (e io mi chiedo: era più brutto quello o è più brutto questo?).
pure se binaria, pure io preferisco l’1 e il 3 al 2. dirò di più, ho sempre avuto un debole per i fluidificanti sinistri e le ali destre e, visto che quando ho iniziato a seguire il calcio e a frequentare gli stadi, i numeri di maglia si attribuivano secondo un criterio logico e sensato, i miei numeri preferiti sono proprio il 3 e il 7. l’1 merita una menzione a parte, perché noi numberOne, insomma. mettiamoci pure un 5 di simpatia per la proprietaria del blog e un 11 per la presente commentatrice e possiamo scrivere un romanzo di successo con tanto di numeri primi.
augurissimi!!!
se non fossi passata sul tuo blog (ora, alle 20 passate) sarei stata convinta che oggi era il 9. e domani avrei avuto uno shock. grazie di esistere.
fede
@chiaradavinci: “Di concerti e di bidoni” è in cantiere. Magari più che un romanzo ci faremo un concept-album vecchia maniera, triplo Lp con copertina apribile.
@unatraduttrice: pensa che non sapevo nulla della ristampa, e secondo me era più brutto il titolo vecchio. Ulteriore conferma dell’onnipresenza di John&Yoko, di questi tempi.
Le poche volte che ho giocato a calcio ero un 5 piuttosto rude. Con un’invidia tremenda per il 7.
La pippa sul quality time allora te la risparmio. Però è verissima.
Due di briscola, due di briscola. Ma quale due di briscola sta nella mente di sua madre 48 ore al giorno, me lo sai dire?
Ciao,
Ba
Cacchio, marlonbrando ha già due anni e io non lo conosco ancora di persona. Ti chiedo scusa, marlonbrando, ti voglio bene!
Flo, ci pensavo l’altro giorno, nessuno della ghenga di Norwich-Urbino-Roma-Torino ha mai visto il nano, né la mia pancia da vicino in una fase evidente. Magari qualcuno si è addirittura convinto che le foto siano creazioni di Photoshop e che si sia trattato di una gravidanza isterica.
Comunque lui ricambia l’affetto, aggrottando come suo solito le sopracciglia.