Et voilà 13 Ottobre 2008
Posted by chiaradavinci in egolalia, lector in fabula, traduzione.Tags: meravigliose creature
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Il libro cui hanno partecipato le omfaloscopiche, il loro ghost e gran parte dei visitatori e commentatori di questo blog è in tutte le librerie.

Si intitola “Il mestiere di riflettere. Storie di traduttori e traduzioni”, è edito da Azimut, è stato curato da unatraduttrice (nonché chmp**) ed è stato scritto da Featheryca, lflf, Flores, Lapra, da Anna, Dante A. Ristori, dall’Abolendo, Holynow, Yako, da L., da chiaradavinci e da altri 10 traduttori e traduttrici. Non è un libro di saggistica, non contiene articoli per addetti ai lavori, né è un insieme di testi in cui i traduttori parlano delle proprie esperienze in generale. Si tratta in realtà di 19 storie d’amore, o meglio di 18 storie d’amore e una di disamore, tra uno o più traduttori e la loro “creatura” (che alle volte può avere la forma di un Alien, o meglio di un vampiro), raccontate con il linguaggio e i termini di una chiaccherata tra amici.
21 voci differenti parlano di 19 libri, in 19 articoli, in forme e modi diversi. Si viaggia in mondi ed epoche più o meno lontani e a leggerlo ci si diverte e si impara molto sul modo di lavorare del traduttore letterario, sul rapporto idiosincratico col revisore, con l’editor e con l’editore (a volte pure col grafico compagno dell’editore), sull’amore per il libro, la lingua straniera e soprattutto i colleghi.
Perché i traduttori letterari (e i loro compagni in sottofondo) sono parecchio, ma parecchio fichi:

E più fichi di tutti sono i traduttori-fisici-fotografi che ci hanno permesso di pubblicare questa foto (Grazie di cuore a Luisa).
Arimarchettone 10 Ottobre 2008
Posted by chiaradavinci in lector in fabula, traduzione.4 comments
Dunque, domani 11 ottobre, alle ore 14, nella sala verde del Pisa Book Festival verrà presentato “Il mestiere di riflettere. Storie di traduttori e traduzioni.
Nonostante del libro non si abbiano tracce tangibili né in rete, né in libreria, esiste. Esiste, vive e lotta con noi. E noi (ovvero Featheryca, l’abolendo Daniele Petruccioli e io) ne parleremo volentieri con tutti voi. Quindi, per favore, partecipate e intervenite. Chiedete, interrompete, salite sul palco e baciateci appassionatamente, insomma, fate un po’ qul che vi pare, a noi farà comunque piacere.
Chi abita lontano, stia tranquillo. Presto seguiranno presentazioni a Bologna, Roma, Milano, Venezia e Forlì. Si vocifera anche di una serata a tema nella tentacolare metropoli empolese.
P.S. Magari mi sbaglio, però secondo me domani qualcuno ci guarderà e saprà ancora sorridere, con quei ricci portati così, come si porta un maglione sformato su un paio di jeans.
Capitalismo e pregiudizio 9 Ottobre 2008
Posted by chiaradavinci in da vinci's family.Tags: dialoghi col cuscino, dring
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Ogni tanto mi capita di collaborare con un’agenzia di traduzioni di Taiwan. I testi non sono il massimo (in genere si tratta di libelli al confine tra scienza, semistregoneria e psicologia spicciola), ma il compenso è sostanzioso e pecunia non olet mai.
In questo periodo ho una valanga di lavoro da sbrigare e ieri ho dovuto, un po’ a malincuore, rifiutare una delle offerte dell’agenzia in questione. La PLoject ManageL mi ha risposto in lacrime: “Plìz, culd yu tlai end du youl best tu help mi? Ai em veli dispelated. If ui dont deliver dis job on taim oul suiss costumel uill bi veli veli engly end ui uill plobably lus im es e costumel. Plìz, help mi, plìììz”.

Non è proprio una project manager di Taiwan, ma peggio per lui.
A una richiesta del genere non si può certo dire di no, e ho accettato il lavoro, sebbene non abbia ancora ben chiaro quando svolgerlo.
Ieri sera ho raccontato l’accaduto al dring:
“Mi immagino la scena. La povera cinesina lì a sperare che tu la aiuti e dietro il funzionario del Partito Comunista a premere perché sfrutti una povera lavoratrice residente in un paese straniero e nemico…”
“Guarda che Taiwan dal 1949 si ritiene una repubblica indipendente.”
“va bene, il funzionario sarà del Partito Capitalista, però il discorso è lo stesso. Buonanotte”
“Buonanotte”.
E quelli non meravigliosi? 8 Ottobre 2008
Posted by chiaradavinci in da vinci's family.Tags: marlonbrando è sempre lui
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Le nuove maestre sono molto contente di avere a che fare con marlonbrando. Fanno a gara a chi gli fa più coccole e complimenti. Ieri quella con la settima di reggiseno (quella dell’anno scorso aveva solo la sesta, meno male che l’anno prossimo va alla materna, sennò chissà che mostro gli toccava) mi ha detto: “È un bambino meraviglioso, mangia di tutto. È un bambino meraviglioso, si addormenta da solo e in fretta. È un bambino meraviglioso, oltre che bello è anche educato e rispettoso sia dei compagni che delle maestre.”

Marlon De Rossi
Lui intanto spalmava un bambino di un anno su un cactus, faceva dei rutti strepitosi e ripeteva “culoculoculoculoculo…”
Opposite attracts 7 Ottobre 2008
Posted by chiaradavinci in all you need is love, da vinci's family.Tags: dialoghi col cuscino, dring
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Ieri, disteso sul letto, il dring guardava sconsolato il mio armadio, in piena crisi da cambio di stagione (non ho tempo di fare nulla, ho vestiti da primaveraestateautunnoinverno sparsi dappertutto): “Secondo me, dovremmo vestirci tutti con delle belle tute di neoprene, munite di cappuccio, così non ci preoccuperemmo più nemmeno di pettinarci. E l’unico accessorio consentito dovrebbe essere un’alabarda. Io vado al bar, la passo al pasticcere e lui me la ricopre di croissant (parola che lui, da bravo spagnolo, pronuncia [kurasàn])”.
La tentazione è stata grossa, quasi quasi ho chiesto: “Sii più preciso, per favore: che tipo di alabarda?”

Invece, per quieto vivere, ho aggiunto solo: “Sì, la mia la vorrei fucsia, per favore.”
“Buonanotte.”
“Buonanotte.”
Dep(p)rimente 5 Ottobre 2008
Posted by chiaradavinci in supercalifragilisti, traduzione.Tags: Maestri
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Ho appena consegnato la traduzione di una biografia di Johnny Depp1, uno di quelli che vogliono fare i profondi, gli alternativi e i misteriosi a tutti i costi, giusto per coprire il vuoto assoluto che hanno dentro. Una via di mezzo tra Jovanotti, Claudio Santamaria e Biagio Antonacci.
Come titolo italiano ho suggerito: Il nulla montato a neve.

Johnny, caro, tu che hai affermato più volte di ispirarti a Lui, la vedi la scarpa in primo piano? Allacciala e zittino.
1Dal Langenscheidt-Paravia: Depp m (-en e -s,-en e -e) REGION.
1 sciocco m, sempliciotto m
2 deficiente m, idiota m
Che la forza sia con noi 3 Ottobre 2008
Posted by chiaradavinci in Maestri, egolalia.8 comments
Dedicato a chi sta messo suppergiù come me adesso.
Significati e significanti 2 Ottobre 2008
Posted by chiaradavinci in da vinci's family, traduzione.Tags: Devoto-Marmugi, marlonbrando è sempre lui
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Marlonbrando ha capito la differenza tra italiano e spagnolo e, ogni volta che gli insegniamo una parola nuova, chiede: “Y papa còmo dice?”/”E mamma come dice?”
L’ultimo giorno delle vacanze estive ci hanno convocato per un colloquio con le nuove educatrici. Il nido è sempre lo stesso, ma sono cambiati compagni e maestre, perché siamo passati dal tempo breve al tempo lungo. Proprio quel giorno lui si è svegliato urlando “Mamma: cacca, peste (= puzza tremenda in spagnolo), culo” perché l’aveva fatta e voleva essere cambiato. Con tutto l’amore di una mamma, gli ho spiegato che culo in spagnolo è una parola neutra, la può usare, mentre in italiano è meglio se dice sedere. Arriviamo al nido, lui sceglie l’educatrice all’apparenza più seria e bigotta, le si siede in braccio e le spiega tutto compito: “Babbo dice culo. Capito? Culo. Mamma no, dice sedere. Babbo però sì.”
E anche questo anno scolastico comincia nel modo giusto.

Meno male che gli Svizzeri - a parte Guglielmo Tell - non hanno eroi e sono costretti a mettere De Saussure sui soldi, altrimenti chissà che foto avrei dovuto aggiungere a questo post.
Dieci, diez, zehn, ten, dix 1 Ottobre 2008
Posted by chiaradavinci in all you need is love.Tags: dring
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2 ottobre 1998, pomeriggio. Studio allegra e beata nella mia cameretta, ottavo piano, numero 10 della Sundgauallee, Friburgo. Suona il telefono ed è l’amico di un mio amico, uno studente di legge padovano appena arrivato. (Eccone un altro, mi avete preso per l’ufficio del turismo? ) Mi sommerge di domande, non ha idea di cosa fare, dove andare, cosa dire, è spaesato. Dopo avergli dato le classiche indicazioni (Vai a segnarti alla polizia, riempi i i fogli per l’assicurazione sanitaria, iscriviti all’università e in biblioteca, ma vedi pure di andartene a quel paese, mica sto qui a pettinarele bambole, io devo studiare, ho un futuro brillante da costruire), gli propongo di fare un giro insieme in città (Dai, ti compro anche un palloncino e lo zucchero filato. Se stai buono anche due Power Rangers). Mi dice che ha già un appuntamento con un’altra giurista padovana e con un ragazzo spagnolo che ha conosciuto alla fermata dell’autobus, come lui studenti Erasmus freschi freschi. (Va bene, farò l’immane sforzo di portarmi dietro anche questi altri due sbarbati).
L’apppuntamento è davanti alla lavanderia a gettoni, arrivo in anticipo e trovo solo lo studente spagnolo: emaciato, magro, con gli occhialetti, i capelli lisci lunghi oltre le spalle, la maglietta degli Iron Maiden e la barba di tre giorni. In tutta la serata dirà (forse) due parole e da quel momento in poi non si libererà più di me. Almeno nei dieci anni successivi.
P.S. Quella fu la prima e l’ultima volta che incontrai i due giuristi, ma forse un cero a Sant’Antonio dovrei accenderlo comunque. Fa lo stesso se gli do fuoco alla lingua?







