A.A.A. cercasi Zapatero italiano 22 Aprile 2008
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Mi arrivano da più parti richieste per aprire la strada in politica a quello che potrebbe essere lo Zapatero italiano: marlonbrando. Ha carisma, una mirada positiva, parla (parla…) spagnolo e tifa Barça come ZP, è concreto e diretto (anche troppo), mantiene sempre le promesse fatte e ha a cuore i problemi degli altri. Ci siamo. Gli compro un bel giubbotto di camoscio e si parte.
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Smettete di ripassare l’Internazionale in spagnolo, euskera, catalano e pisano, perché marlonbrando ha pure una spiccata attitudine gigiona, parla (parla…) anche italiano, è fissato sulle scarpe coi tacchi, è nano e paraculo, come vede una sottana fa il piacione e soprattutto canta, canta e canta (forse presto pure sulle navi da crociera, ma si accontenterebbe anche di una barca a vela di medie dimensioni a Populonia). Ho paura che se entra il politica sarà piuttosto il Berlusconi spagnolo.
Certezze e preoccupazioni 25 Marzo 2008
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Da sempre sono cosciente di avere un ego piuttosto dilatato (da Montelupo si vede Capraia, Cristo le fa e poi le appaia). Però da quando marlonbrando chiama Darth Vader

‘mamma’, provo un leggero sconforto.
Forti però quei duri 18 Marzo 2008
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Questa settimana abbiamo i nonni spagnoli in visita. Marlonbrando è ovviamente molto più capriccioso del solito e sabato gli è pure venuta la febbre da eccitazione. Ieri ha fatto una rabbietta da manuale perché a pranzo voleva stare a tavola con noi, ma non sulla sua sedia Stokke, su una sedia normale, da adulto. Ci è salito da solo, ha fatto un po’ il bischero ed è caduto di faccia, spaccandosi il labbro superiore. Non ha pianto, gli è scesa una sola lacrima, che lui per orgoglio ha pure cercato di reprimere. Poi ha indicato la sedia e ha detto: “bum, aia, no”.
Marlonbrando è sempre lui.
A. A. A. cercasi 14 Marzo 2008
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Uno dei miei coltissimi lettori dalle mille risorse sa dirmi se una cosa del genere è disponibile anche a misura di nano ipertrofico di quasi due anni?
L’Angolo di Piero Angela 7 Marzo 2008
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Leonardo, no, lo scopettino del cesso non è un pettine.
Leonardo, no, la tuta da ginnastica pulita non va messa nel bidet.
Leonardo, no, se la carta è gialla non vuol dire che i Tampax sanno di limone.
Leonardo, no, le arance non si mangiano con la buccia.
Leonardo, no, le arance non si sbucciano coi denti.
Leonardo, no, le arance sbucciate coi denti non si passano su tutto il pavimento della cucina.
Leonardo, no, nemmeno sul cane.
Conclusione: alla dodicesima influenza in 5 mesi, l’essere umano diventa anaforico.
Timori stellari 21 Febbraio 2008
Posted by chiaradavinci in da vinci's family, dring, marlonbrando è sempre lui.3 comments
Da quando il dring ha commesso l’errore di riguardare (credo per la settecentonovantaduesima volta) tutta la saga di Guerre Stellari, marlonbrando si è fissato su Luke Skywalker e compagni. ‘Sente’ le avventure come sue, e non mi meraviglierei se cominciasse a chiamarmi Leia.

(ecco, via Noantri, il regalo ideale per la festa della mamma)
Ieri l’altro il responsabile di tutto ciò, con la sua flemma direi quasi britannica, ha espresso il desiderio di portare il bambino all’Università. “Sai, in dipartimento abbiamo un’imitazione di R2d2 a grandezza naturale. Nelle intenzioni dei suoi progettatori avrebbe dovuto girellare per i corridoi dell’istituto, controllando se la rete era in funzione. Siccome ci sono stati dei problemi, lo hanno abbandonato in un’aula. Il piccolo ne sarebbe sicuramente entusiasta.”
Questo spiega molto sullo stato della ricerca in Italia - soprattutto sullo stato mentale dei ricercatori - e temo fortemente che quel retaggio informatico prima o poi finirà nel mio salotto.
Quelli che distinguono parole da parole 18 Febbraio 2008
Posted by chiaradavinci in da vinci's family, marlonbrando è sempre lui.Tags: Devoto-Marmugi
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marlonbrando non è che sia così portato per la favella. è un tesoro, affettuoso al punto giusto, sveglio, simpatico, molto attivo e movimentato, ma non è molto precoce nel parlare.
oggi, alla veneranda età di 19 mesi, ha un bagaglio lessicale composto da una ventina di termini, di cui poco più della metà in italiano e il resto in spagnolo. italiano e spagnolo tutti suoi, sia detto per inciso.
mamma lo disse che ancora non aveva 5 mesi
babba/papà sui sette
nel frattempo aveva iniziato a chiamarmi iaia, perché non gli tornava di usare una parola diversa dal resto del mondo, e poi non sopportava che io chiamassi ‘mamma’ mia madre
pappa e no vennero poco dopo
agua/acqua verso i nove
cacca prima di compiere un anno, così come cocco/etta, ossia biscotto o galletta
zazzà, che è il ritornello di Bartali di Paolo Conte, indicava la musica in generale
e lì si è fermato per un bel po’.
in seguito si è prodotto in ecco, con le varianti eccolo/eccola
susso, poi diventato un chiaro ciuccio
dimostra di essere educato come il padre, perché non se lo mette mai in bocca senza aver prima chiesto il permesso. lo prende, mi guarda con sguardo complice e dice: “mamma, ciuccio?“. quando gli dico di no, non si dà per vinto, e continua con la perorazione “mamma, ciuccio?“, fingendo un’espressione sempre più complice. poi sbatte gli occhioni da bambi e arriva quasi a sfoggiare il proverbiale labbrino. però fino a che non gli do il permesso non lo mette in bocca. a volte andiamo avanti per ore.
asta, che deriva dallo spagnolo canasta, ossia canestro, e indica qualsiasi tipo di sport, sia praticato da lui medesimo in persona, che visto in televisione
nanna, che è sua zia Anna, mentre la maestra del nido Anna la chiama col suo nome
anco è Danko, il pitbull dei vicini (mentre Pulcinea e la nonna le dà per scontate e non le chiama mai)
pappe/patos sono le scarpe o los zapatos (da tempo una sua fissazione), mentre orro è il cappello, gorro in spagnolo (è già schiavo della moda, come la mamma)
oh-oh è il cavallo, dalla celebre canzone di Vecchioni
sa fare i versi di tutti gli animali, ippopotamo e giraffa compresi. qualche settimana fa mi ha portato una mucca e ha detto muuuh, poi ha aperto un libro su un bradipo e mi ha detto braaaah.
poi, e in questo si nota già la tendenza all’ingegneritudine, si esibisce in una galleria di personaggi di Guerre stellari, ossia
tittì = R2d2 e accompagna il gorgoglio con dei movimenti che imitano quelli del robot
abba = Jabba the Hut e fa finta di mangare insetti
ade = Darth Vader e ne imita perfettamente il rantolo
luc = Luke Skywalker
se poi gli si chiede come si chiama, ripete luc fino allo sfinimento. non credo che sia perché ha capito che quello è davvero il suo cognome, penso piuttosto che abbia ereditato dalla madre una certa mitomania.
da una settimana a questa parte ha imparato le parole magiche: AZIE e P’FORE e non ha più dubbi: il mondo da adesso in poi sarà ai suoi piedi.
A sigh is just a sigh… 8 Febbraio 2008
Posted by chiaradavinci in all you need is love, marlonbrando è sempre lui.7 comments
Presto farò a marlonbrando il discorso che mi fece mio padre quando ero piccola, e che mio nonno aveva fatto a lui, e dirò quanto segue: “Amore, in questa casa sosteniamo le libertà personali, quindi tu sarai libero di crescere come vuoi. Potrai votare quel che ti pare, studiare quel che preferisci, sposare chi ti pare e fare il lavoro che più ti aggrada. Però tiferai Inter, e su questo non si discute.”
Premetto, firmo e stottoscrivo.
Però non posso negare di avere una preferita tra le fidanzate di mio figlio. Tralasciando quelle del Trovamici, che sono più grandi e se lo coccolano e spupazzano mentre lui siede su una poltronciona (tra Maria De Filippi e don Vito Corleone, inguardabile), ne ho individuate due e mezzo.
marlonbrando über alles 5 Febbraio 2008
Posted by chiaradavinci in marlonbrando è sempre lui.5 comments
Raccontavo ieri alla nonna wi-fi, pedagogista con master conquistato sul campo, che marlonbrando sta diventando un po’ prepotente e la cosa mi preoccupa. Lei, serafica, ha risposto che è normale che i bambini verso i due anni attraversino una fase “yo por encima de todo”, siccome lui è abbastanza adelantado, la attraversa a un anno e mezzo.
Io e il dring abbiamo pensato la stessa cosa: “Lui por encima de todo c’è nato.”
Cicli e ricicli 1 Febbraio 2008
Posted by chiaradavinci in da vinci's family, dring, marlonbrando è sempre lui.4 comments
Da bravo figlio di dring, prima di fare le cose marlonbrando chiede il permesso. Vuole il ciuccio? Lo prende, lo indica al genitore presente, fa sì con la testa e se lo mette in bocca indipendentemente dalla nostra risposta, dimostrando così di essere figlio pure di sua madre.
Dal padre ha ereditato anche una certa tendenza all’ordine. Già da qualche mese, se a merenda mangia una banana o un mandarino, va a buttare le bucce nella spazzatura. Non ditemi che sono una brava mamma, perché non gliel’ho insegnato, mi sa che è una di quelle cose che stanno in un cromosoma che mi manca.
Ieri ha finito i biscotti, ha appallottolato la busta vuota e l’ha buttata nella spazzatura. Io l’ho abbracciato forte e gli ho detto che sono molto orgogliosa di lui. Il babbo invece l’ha guardato maluccio: “Le buste come quella vanno trai rifiuti riciclabili, non tra quelli biologici.”










