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Capitani di sventura 18 Gennaio 2008

Posted by chiaradavinci in marlonbrando è sempre lui.
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Seconda visita al Trovamici di marlonbrando.

Dopo aver salutato con un cenno del capo gli amici (i preferiti sono un Ewok dagli occhi blu, una sinuosa rossa tutto pepe e un fricchettone che lo bacia cameratescamente) il nano è andato all’attacco dell’educatrice, giovane, magra e molto carina.[1] Ha cantato “Oh oh cavallo”, ha imitato per lei R2D2 di Guerre Stellari e poi, senza perdere l’aplomb da duro, le ha sbattuto gli occhi.

La sventurata rispose e lo prese in braccio. Raggiunto il metro e ottanta (la sventurata è pure parecchio alta, sia detto con una leggera invidia), marlonbrando ha afferrato delle rose finte, le ha detto con lo sguardo “Un giorno capirai” e ha indicato il pavimento. Poi mi ha rivolto uno dei suoi sorrisi assassini e me le ha portate.

E quest’altra sventurata si squagliò.


[1] In pratica la seconda Winx da sinistra:

 

Facciamo finta che… 15 Gennaio 2008

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La settimana scorsa ho portato marlonbrando al Trovamici. È un posto carino, messo a disposizione dal comune, dove le mamme e i bambini si incontrano e giocano tutti insieme a fare finta. C’è una cucina, una sala pranzo, un ufficio, una camera da letto con il necessario per farsi belli, un armadio pieno di costumi, il reparto lavanderia, una bella biblioteca, la stanza dei bottoni, quella dei giornali e una parte con vari negozi. Quando abbiamo lasciato i bambini liberi di andare dove volevano, tutti si sono diretti verso la cucina. Però, mentre la maggior parte di loro si è avventata sulle pentole, marlonbrando, calmo calmo, si è seduto a tavola. Gli altri sgomitavano per far finta di cucinare, mentre lui, bello compito, restava fermo al suo posto, con in mano la forchetta e il piatto.

Di solito al nido, appena arrivano, fanno sedere i bambini a tavola e danno loro uno spuntino a base di frutta e yogurt. Evidentemente marlonbrando pensava che anche lì sarebbe successa la stessa cosa e aspettava fiducioso. Quando sono arrivate le bistecche di plastica e il pollo di cartapesta, mio figlio mi ha guardato come a dire “Qui ci prendono per il culo”. Ha poi raggiunto il massimo dello sconforto quando una bambina più grande gli ha detto: “Ecco un pezzo di pane” e gli ha offerto un sasso. Marlonbrando, che ancora non ha capito cosa vuol dire astrazione, mi è venuto in braccio, ha messo il muso e non ha voluto più giocare con nessuno.

Va bene fare finta, ma la merenda è una cosa parecchio seria.

Cose (anche) da uomini 9 Gennaio 2008

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Visto che all’asilo è il suo gioco preferito, a Natale ho convinto mia madre a regalare a marlonbrando una cucina in miniatura.

Noi intellettuali di sinistra non badiamo alle divisioni sessiste dei lavori di casa, l’ho già spiegato di là, pertanto riceverà presto in regalo anche un aspirapolvere, una lavatrice, uno stendino e un ferro da stiro.

Quando gli prendono delle fisse strane, però, mi vengono dei dubbi. Al momento il suo passatempo preferito è andare all’armadietto del bagno e tirare fuori tutti i miei Tampax.

Pensierino: Le mie vacanze 2 Gennaio 2008

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Le mie vacanze sono state insolitamente piacevoli. Ho trascorso tanto tempo con il dring, con marlonbrando e con Pulcinea. È venuta a trovarci la sorella del dring con il marito (che si chiama come un terrorista islamico e un ex-calciatore del Torino) e abbiamo fatto quel che ci è parso nel vero senso della parola. Abbiamo mangiato quando ne avevamo voglia e quel che ci pareva, siamo usciti alle ore che volevamo uscire, in gruppo o ognuno per conto suo, e siamo stati davvero bene.

Ho preparato un sacco di cose buone. I Plätzchen in primis, che come al solito non sono piaciuti a nessuno. Poi piatti nuovi, in stile Ferran Adrià (un Gualtiero Marchesi sul pissero andante) e sono stata un po’ meno incompresa. Il post-Natale è stato all’insegna del fusion: ho cucinato lo Yufka Kebab molto a modo mio e il pollo caramellato all’ananas. E il Capodanno a riso in bianco, perché il cibo ci usciva dalle orecchie. La bella notizia è che ho preso solo un chilo. E stamani ho dato il primo sfogo dell’anno alla mia turpe voglia sul tapis-roulant della palestra.

Marlonbrando si è comportato benissimo. Lo abbiamo portato a un pranzo di battesimo e ha stupito i presenti con l’intero repertorio. Ha mangiato, cantato, ballato (da seduto, perché se si alzava temeva di perdere una portata), sbattuto gli occhi e ruttato, sempre senza strafare, perché il vero divo è low profile e catalizza l’attenzione senza troppo sforzo.
Ora è in fase baciami piccina. Non appena ha una guancia a tiro, si lancia e la bacia. Con me ha deciso di strafare: mi prende per le orecchie, mi centra la bocca e mi riempie la faccia di bava. Però stamani si è accontentato anche del postino.
Ha avuto un solo momento di defaillance la notte tra il 26 e il 27. Dopo la festa per il battesimo dell’amichetto (un’altra prova lampante che il sangue va mischiato bene per avere dei bimbi sani e belli), il salto all’aeroporto a prendere gli zii e le due ore di Guerre stellari i tv, non c’è stato verso di farlo dormire in pace. Forse ha scoperto che per un pelo non si è chiamato Skywalker. Col cognome di suo padre stava benissimo.

Evito di fare un elenco coi buoni propositi per l’anno nuovo, perché non li sopporto. Chiedo una sola cosa. Di continuare ad avere il bicchiere mezzo pieno. E di avere la forza per riuscire a vederlo come tale.

Una lacrima sul Bounty 21 Dicembre 2007

Posted by chiaradavinci in marlonbrando è sempre lui.
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Sto per rovinare una reputazione che mi sono creata con anni e anni di intenso lavoro, ma credo che ne valga la pena.

Ieri sono andata a pendere marlonbrando all’asilo e lui mi ha accolto sorridendo. Stranissimo, perché di solito manda la sua segretaria Audrey in avanscoperta, la lascia fare salotto con me (in filippino, I suppose) fino a che non ha sbrigato i suoi affari e poi mi raggiunge, tra lo scocciato e il devofaresempretuttoiomaarriveràlapensioneprimaopoi.

Ieri no, mi è corso incontro, mi si è arrampicato addosso tipo koala sotto anfetamine e, ciucciando più intensamente del solito e sfoggiando la faccia truce da ammutinato del Bounty,

 

Gli ammutinati del Bounty
(lo sguardo è questo, si ringrazia Audrey per la partecipazione)

ha indicato con estrema decisione una cesta.

La maestra ha rufolato[1] un po’ e ha tirato fuori questo:

regalo-leonardo.jpg
(ufficialmente senza titolo, ma andrebbe bene pasta la victoria, siempre!)

fatto da marlonbrando stesso con le sue zampine sante, all’età di diciassette mesi e mezzo.

Non mi vergogno a dire che ho pianto come una fontana. E anche marlonbrando era evidentemente commosso, però è sempre lui.


[1] Ricordo ai miei lettori più attenti che questo lemma – in uso oramai solo in Toscana – deriva da grufolare, secondo il De Mauro “1 spec. del maiale e del cinghiale, raspare il terreno col muso cercando cibo e grugnendo 2 estens., di qcn., mangiare rumorosamente e con ingordigia 3 fig., rovistare, frugare”. Evidentemente, l’accezione in questo contesto è la terza.

 


Verde que te quiero verde 14 Dicembre 2007

Posted by chiaradavinci in all you need is love, egolalia, marlonbrando è sempre lui.
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Come ben sanno tutti quelli che mi conoscono, oltre all’Inter, a mio marito e a mio figlio, ho altre due passioni. Una è quella per il mio ego smisurato e credevo che sarebbe stata questa a creare qualche problema a marlonbrando.1 Invece al momento sulla sua formazione psicofisica incide più l’altra. Stamani quando l’ho accompagnato all’asilo ho sentito la modella della classe sussurrare alla miss della sezione accanto: “Guarda chi è arrivato…” “Oddio, la mamma dal cappello verde (sospiro)”.

cappello-verde2.jpg

1 Anche quella per l’Inter ora come ora mi preoccupa, se continuiamo a vincere poi cresco un figlio antipatico e spocchioso.

 

Arma di distruzione di massa 13 Dicembre 2007

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Come dicevo tempo fa, marlonbrando porta a casa i germi e li distribuisce equamente trai membri della famiglia. Secondo me li moltiplica pure (più che di miracoli, parlerei di esperimenti scientifici, alla Mengele). Ultimamente abbiamo passato diverse notti in bianco, perché lui si svegliava per le apnee da catarro notturno, e il padre faceva lo stesso. Solo che il padre non urlava e non bisognava prenderlo in braccio e consolarlo.

Una di queste sere, dopo cena, la famiglia era riunita davanti al telegiornale, il dring tossiva dentro all’aerosol e io lottavo sia contro l’abbiocco postcenale che contro il richiamo della lavastoviglie. Marlonbrando invece cantava, ruttava, giocava a rugby con Chomsky e pogava contro il cane. È un’arma di distruzione di massa a energia nucleare duracell.1 Oppure sono tre bambini uguali e non ce ne siamo ancora accorti.


1 Strano, sembra una fotocopia del padre, però il padre è molto, molto più tranquillo. Da chi avrà mai preso questo bambino?

Stonf, stonf, paf ovvero piccoli Marinetti crescono 11 Dicembre 2007

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Un amico dei GAS ci ha regalato delle splendide melagrane. Sono belle, grandi, lucide fuori, coi chicchi rossi scuri e grandi dentro, e pure buone.

(Madonna della melagrana, non è una bestemmia autunnale, ma un quadro del Botticelli)

Marlonbrando le adora, ne mangerebbe a chili, se glielo lasciassi fare. Ma non glielo lascio fare e si arrabbia molto, ruggisce e abbaia.

continua a leggere…

Baci e bacilli 24 Novembre 2007

Posted by chiaradavinci in da vinci's family, marlonbrando è sempre lui.
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Da metà ottobre a oggi marlonbrando ha attaccato l’influenza

  • quattro volte a me
  • tre volte al padre
  • due volte alla nonna materna
  • una volta alla nonna paterna (venuta in visita giusto per una settimana)

Domanda: È un bambino o un’arma di distruzione di massa?

Intellettuali, bestie e geni 23 Novembre 2007

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Marlonbrando ha sempre avuto una passione sfrenata per i libri.

Si avvicina spesso al suo scaffale, scorre con l’indice le costole di tutti i suoi volumi, ne sceglie uno, lo tira fuori tenendolo fra pollice e medio, me lo porta e pretende che glielo legga.

La sera, dopo il bagnetto, ben pettinato, con indosso il pigiama, le pantofole e la vestaglia, si siede sulla sua poltroncina in vimini, apre un libro e fa finta di leggere da solo. Ieri accarezzava le pagine1 di Barbapapà va a scuola2 e ripeteva “babbapappà, mammamammà, babbapappà, mammamammà”, giusto per non fare torto a nessuno.3

Poi ha preso un libro su cui sono raffigurati gli animali, me l’ha portato e ha iniziato a fare tutti i versi che conosce. Ha saltato come un canguro, ruggito come un leone, barrito come un elefante, battuto le mani come una foca, mangiato le nocciole come uno scoiattolo, ululato come un lupo. Arrivato alla zebra ha fatto una pausa, poi mi ha guardato con aria schifata e ha detto: “bleah, cacca”.

La genetica, evidentemente, non è un’opinione.


1Nemmeno fosse Baricco.
2Già meglio di Seta, Oceano mare e Castelli di rabbia.
3Paraculo o veltroniano, a scelta.

Le grandi questioni della vita 3 20 Novembre 2007

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Perché quando io e marlonbrando, in bicicletta, cantiamo a squarciagola “Certe notti”, “Pazza Inter, amala”, “C’era un ragazzo che come me…”, “E lucean le stelle”, “La locomotiva” e “Bartali”, mentre lui fa waving, ovvero scuote la testa come un metallaro, ci guardano tutti male?

Lui comunque se ne frega e lancia baci stile Wanda Osiris.


E tu, in che fase sei? 2 6 Novembre 2007

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Visto il successo della prima puntata sulle fasi infantili, procedo con la seconda.

Marlonbrando è giusto nella fase Ralph Waldo Emerson, ovvero del pragmatismo über alles. Gli hanno regalato dei giochi a incastro, tipo questo

e lui, quando non riesce a trovare il buco giusto, alza il coperchio e infila il pezzo dall’alto. Poi lo richiude e mi guarda come a dire: “Ma credete davvero che sia scemo?”

Suppongo che sia anche in fase simpatica (in senso etimologico), perché ha visto Enzo Biagi in tv e ha abbassato la testa sommessamente. Per me ha pure pensato: “E Moggi, invece, è sempre lì…”

Attraversa pure la fase Candy-Candy,  visto che non solo vuole fare l’aerosol da solo (guai se glielo tocco), ma pretende di reggerlo anche mentre lo faccio io. Spero che la superi presto e che da grande non si innamori di casi disperati da salvare, perché in questo senso ne abbiamo viste anche troppe.

E’ anche in piena fase mitomane (tutto la mamma), perché oggi ha visto Figo in tv, ha urlato: “babbbbaaaaa”(mi è sembrato pure che l’abbia urlato sull’aria di “pazza Inter, amala”, ma non ci giurerei) e ha riso . Ora, va bene che da queste parti girano persone che assicurano di essere cugine di Gianni Morandi, di aver scritto il dottorato con dei premi Nobel, di andare in giro sul pi greco, di essere amici di artisti della ddr con la testa esplosa, di Marrabbio o di noti scrittori bolognesi, però se Figo fosse davvero suo padre, credo che me lo ricorderei. O forse ha semplicemente voluto dire che suo padre è figo (con la minuscola), e su questo non posso che dargli ragione.

Discoring 19 Ottobre 2007

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Oggi quando sono andata a prendere marlonbrando al nido, l’ho trovato che ballava “Raffaella è mia” su un cubo.1 Siccome si era sporcato, gli avevano messo una maglietta e dei pantaloni di una bambina, verdolini con dei fiori argentati: sembrava Truciolo.

Enzo Avallone

Una filippina di nome Audrey (che è come un napoletano che si chiama Ambrogio) è andata ad avvertirlo che ero arrivata. Lui mi ha guardato come a dire: “Faccio questo, poi il tuka-tuka e andiamo”, mentre lei è venuta a intrattenermi amabilmente (se avesse parlato filippino avrei avuto più probabilità di capirla). Visto che l’altro continuava con jeté, demi-plié e rond-de-jambe, la bimba, esauriti i suoi personalissimi argomenti, mi ha preso compassionevolmente per mano. Non l’avesse mai fatto. Un uragano le si è scagliato contro in lacrime, urlante e con le braccia tipo mulino a vento. Audrey mi ha lasciato immediatamente la mano, lui mi ha lanciato una delle sue temibilissime occhiate, si è ricomposto e si è avviato da solo verso l’uscita.

Non c’è che dire, marlonbrando è sempre lui.


1Due anni di Mozart, Vivaldi, Conte e Guccini buttati al vento.

Sentirsi donna 16 Ottobre 2007

Posted by chiaradavinci in da vinci's family, dring, marlonbrando è sempre lui, supercalifragilisti.
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Non credo di averne granché bisogno,1 però in questi giorni ho avuto conferma di essere donna. Mi sono sentita come si sentono le altre la domenica pomeriggio, quando i compagni urlano davanti alla tv (o alla radio, come ai bei vecchi tempi) per un passaggio sul filo del fuorigioco o dopo un rigore inesistente fischiato alla Juve. A parte un raro caso di fidanzato fanatico, quella che urla in genere sono io.

Ultimamente ho visto diverse partite di rugby, senza capirci un’emerita mazza.

continua a leggere…

Al parco 5 Ottobre 2007

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I bambini guardano i cani.

I cani inseguono i bambini.

Marlonbrando insegue i cani (anche un pitbull).

Il prossimo pupazzo lo chiamiamo Bibi.