Una questione d’apostrofo 13 Gennaio 2008
Posted by chiaradavinci in Inter (nazionale), Maestri.7 comments
ora possono anche rubare un pareggio a Catania.
- 10: la vecchia s’ignora.

(avrebbe potuto dirla lui)
Regali inattesi e brindisi 17 Dicembre 2007
Posted by chiaradavinci in Maestri, egolalia, supercalifragilisti.4 comments
Non chiedetemi chi, né come, né perché, ma mi hanno regalato questo:
una bottiglia di Lambrusco vagabondo, vino a tiratura limitata per gli amici dei Nomadi. Qualcosa mi fa pensare che ne avranno regalata una anche al loro primo parolamusichiere e me la bevo anche alla sua salute. Anche.
Brecht à porter 15 Novembre 2007
Posted by chiaradavinci in Maestri, la deutsche vita, metablog.6 comments
Non che ce ne fosse bisogno, però ho appena avuto la conferma dell’estrema attualità dei classici. Me l’ha data Bertolt Brecht (segue ovazione in varie lingue).

Sto scrivendo un articolo sul rapporto tra lui e Wolf Biermann (uno che l’ovazione ce l’ha di serie) e ho riletto giusto ieri un suo scritto sul teatro epico, sullo straniamento e sull’effetto che una rappresentazione deve avere sullo spettatore. Uno scritto che mi ha fatto ripensare allo scambio di vedute che abbiamo avuto in questi giorni in merito a Facebook.
Di dei e di addii 18 Ottobre 2007
Posted by chiaradavinci in Maestri, egolalia, metablog, scanzonamenti.Tags: amarcord
16 comments
Sto scoprendo pian piano il piacere di trasformare un commento mio su altri blog o il commento di altre persone qui su Egolalia in un post a sé stante. Mi crogiolo nell’approfondire le riflessioni altrui, anche se poi il discorso prende in genere tutta un’altra piega. Tanto oramai credo di essere campionessa mondiale di salto di palo in frasca.
Con nandina ieri ci siamo lasciate andare a nostalgie da Gerovital, a commenti da fanatiche di un avvinazzato in là con gli anni, e da allora non mi tolgo dalla testa il verso di Farewell Angelina di Bob Dylan: “The triangle tingles and the trumpet plays slow”. È un omaggio di Guccini alla moglie Angela, la madre di Teresa-Culodritto, da cui si era appena separato quando ha scritto la sua Farewell (1994).
(dopo questa foto, io ho detto addio a Robert Zimmermann)
In un giorno d’ottobre 9 Ottobre 2007
Posted by chiaradavinci in Internazionale, Maestri, da vinci's family.1 comment so far
In un giorno d’ottobre di qualche anno fa se ne andava una persona che per me è stata più di un punto di riferimento. Un uomo che mi ha insegnato tanto, prima di tutto a pensare internazionale. Un uomo dal sorriso immenso, che aveva macinato chilometri su chilometri e non era mai sceso a compromessi con la sua coscienza. Un uomo di una sincera trasparenza, che per sicurezza personale guidava a destra ma votava a sinistra. Un uomo d’altri tempi, tutto d’un pezzo, ma che credeva che bisogna essere duri senza mai perdere la tenerezza.
Il 9 ottobre del 1994 se ne andava mio nonno Roberto.
Il 9 ottobre di quaranta anni fa se ne andava anche qualcun altro, ma l’hanno già ricordato nel migliore dei modi.
History will teach us nothing 28 Settembre 2007
Posted by chiaradavinci in Internazionale, Maestri, traduzione.Tags: mifavenìllaonco
2 comments
Qualcuno ricorda che il colpo di stato di Pinochet è avvenuto un 11 settembre di qualche anno fa. Un cerchio che si chiude con violenza, un eterno ritorno di brutture.
Questa invece sembra una citazione da una poesia del mio Wolf Biermann:
In Santiago, im blutigen Jahr
Da fielen so viele, zu viele
Und das ist Chile in einem Wort:
Ein Mann filmt seinen Mörder beim Mord!
Ach, Macht kommt aus den Fäusten
Und nicht aus dem guten Gesicht
Aus Mündungen kommt die Macht ja
Und kommt aus den Mündern nicht [...]
Du siehst bei der Arbeit mit der MP
Besonders dies Vieh, dieser Bulle mit Stahlhelm
Wie der an den Kiefer die Knarre preßt
Und wie er sich Zeit läßt beim Zielen, beim Zielen…
Der Kameramann zielt genau auf den Mann
Der Mann legt auf die Kamera an
Dann wackelt das Bild, der Film reißt ab
- das ist es, was ich gesehen hab:
Ach, Macht kommt aus den Fäusten
Nicht nur aus dem guten Gesicht
Aus Mündungen kommt die Macht ja
Und kommt aus den Mündern nicht
(A Santiago nell’anno del sangue
morirono in molti, in troppi,
questo è il Cile in due parole:
un uomo filma l’aguzzino che l’ammazza!
Il potere si ottiene coi pugni
non con le mani pulite
il potere è nella bocca delle armi
non nella bocca della gente [...]
Si vede dal gesto del militare
quella bestia, lo sbirro con l’elmetto,
gli preme il fucile sul mento
e prende la mira con calma, la mira…
Il cameraman mira all’uomo
l’uomo mira alla camera
poi l’immagine balla, la pellicola salta
- ecco cosa ho visto:
Il potere si ottiene coi pugni
non con le mani pulite
il potere è nella bocca delle armi
non nella bocca della gente.
(Traduzione, libera, mia)
Non intendevo questo quando dicevo che il tempo è una marmellata, ma la frase si può leggere anche così. Il presente è appiccicato al passato. In questa massa condensata tutto resta uguale, nulla cambia. E di dolce c’è ben poco.










