Turchese 11 Settembre 2007
Posted by chiaradavinci in egolalia, viaggi e miraggi.6 comments
mentre ero in vacanza pensavo (molto, molto raramente, ma è capitato) ai post che avrei scritto al mio rientro. l’anniversario della morte di Facchetti, la chiusura di Diario, il Leone d’oro che nemmeno quest’anno l’hanno dato a Loach, né a Lo Cascio, lo scassamento di coglioni seguito alla morte di Pavarotti, i fischi alla marsigliese,1 qualche pensiero su tutti gli 11 settembre del mondo.
adesso sono qua, davanti al pc, e mi viene in mente solo turchese. turchese, turchese, turchese. un leggero ventolino e molto turchese. un branco di gatti pigri, maglia rosa a un certosino bianco sordo, e tanto turchese. il pesce appena pescato, fare le quattro a chiaccherare in veranda e tanto turchese. un cane scettico, qualche ruga in più e turchese, turchese, turchese. il dolcesardo, l’odore del mirto e uno splendido maniaco di un anno che urla alla vista di tanto turchese.
Si parte! 2 Settembre 2007
Posted by chiaradavinci in da vinci's family, viaggi e miraggi.4 comments
io e marlonbrando ci concederemo da lunedì 3 a lunedì 10 settembre una vacanza da piccioncini, senza il dring, al quale verrà presto consegnato il premio stakanov. andremo qui e qui, in un posto bellissimo, su un’isola bellissima, con persone che ci vogliono tanto bene.
vado a trovare la mia seconda famiglia, una tribù variegata e anticonformista, che conosco da quando ero in pancia. lui è un intellettuale incompreso (soprattutto dalla moglie) prestato all’architettura e alla politica, colleziona busti di personaggi famosi e souvenir del film Casablanca, sa a mente tutte le formazioni dell’Inter dal 1908 a oggi, guida un maggiolino cabrio (vecchio modello, ovviamente) e intona canti anarchici in varei lingue a qualsiasi ora del giorno e della notte. lei è una juventina di quelle cui spareresti dopo cinque minuti, un’ex-insegnante in pensione, pigra e di un bello sconvolgente, che cucina di tutto, nel modo migliore possibile, alle condizioni e ai ritmi che le impone il suo personale orologio biologico. vivono nel cuore del Mediterraneo secondo il fuso orario della Nuova Zelanda, hanno ospiti a quattro zampe di ogni forma e colore, amici che vanno e vengono quando pare a loro e un concetto un po’ allargato delle parole parentela e proprietà privata.
so che torneremo col giro vita, l’ego e il cuore allargati e la certezza che l’anno prossimo verrà di nuovo settembre.
E tu, in che fase sei? 28 Agosto 2007
Posted by chiaradavinci in la deutsche vita, marlonbrando è sempre lui.6 comments
In Germania qualche anno fa era di moda parlare per fasi pseudofreudiane. In realtà non so se era proprio una moda generalizzata, o se era limitata alla cerchia di amici del mio unico ex-fidanzato tedesco, strano come un cane verde, ma tant’è. Per esempio – un esempio a caso, senza pensare a chi vive con me e fino a poco tempo fa era detto ingegnere filippino – se eri fissato con le pulizie, ti chiedevano: Bist du gerade in Deiner Putzphase?1 , se uno faceva regali a destra e a manca: Bist du gerade in Deiner Spendephase?2, e così via.
Nella nostra famiglia certe espressioni restano appiccicate come zecche, e passano addirittura da una lingua all’altra. Quindi questa storia delle fasi, ora, l’applichiamo sia all’italiano che allo spagnolo. ‘Ma tu non esci mai dalla fase rompicoglioni?’ chiede quasi quotidianamente il dring alla sottoscritta. ‘Speriamo che questa fase ora-carico-la-macchina-col-goniometro (e pure pesando le valigie per distribuire meglio il peso, tutto vero) passi presto’ rispondo io.
Da quando c’è marlonbrando, è tutta una fase. Oltre a quella del ciucciamento, in cui portava tutto alla bocca, con predilezione per la coda di Pulcinea del Toboso3, ne ha viste di tutti i colori.
Un mese fa, ogni volta che lo mettevamo nella vasca per fare il bagnetto, lui si concentrava e la faceva, poi si alzava in piedi, la guardava e ce la mostrava tutto soddisfatto. Era la fase dell’autodeterminazione escrementizia, quella del defeco ergo sum. Una bella fase, non c’è che dire. Comunque, è sempre meglio di quella del goniometro.
In Spagna ha attraversato la fase Robin Hood. In spiaggia si avvicinava ai bambini che avevano più giocattoli di lui, socializzava amorevolmente e, senza che se ne accorgessero, cioè senza colpo ferire, né agire con prepotenza, sottraeva loro, un pezzo alla volta, tutto il tesoro. Poi si voltava e riprendeva a giocare da solo coi i loro giochi, mentre quelli, increduli e ignari di cosa fosse successo, piangevano. È detta anche fase Arsenio Lupin, fase dell’abolizione della proprietà privata o della paraculite acuta. Nel frattempo divorava chili di sabbia, ma sempre e soltanto col cucchiaio, perché signori si nasce.
Al mare ha avuto pure una fase fetish. Era fissato sui piedi della gente, non poteva sopportare che qualcuno fosse scalzo e, come vedeva una scarpa, doveva provarla a tutti finché non trovava il legittimo proprietario. Questa fase è detta anche del principe azzurro.
Adesso sta attraversando la fase Vissani, ovvero: “decido io cosa mangiare. Il latte è da lattanti, le pappe sono da pappanti, voglio mangiare da solo (con i mei 8-denti-8), con la forchetta ed esclusivamente cose dure, come me.” Oppure le crocchette al pollo del cane. Non ha ancora capito che di Weltbestimmerin ce n’è una sola.
1Stai giusto attraversando la fase della pulizia?
2Stai giusto attraversando la fase della beneficienza?
3Una nostra conoscente, neuropsichiatria infantile, disse: “si mette tutto in bocca, sta chiaramente attraversando la fase orale.” Mi chiedo con insistenza cosa farà quando attraverserà quella anale.









