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Certezze e preoccupazioni 25 Marzo 2008

Posted by chiaradavinci in egolalia, marlonbrando è sempre lui, meravigliose creature.
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Da sempre sono cosciente di avere un ego piuttosto dilatato (da Montelupo si vede Capraia, Cristo le fa e poi le appaia). Però da quando marlonbrando chiama Darth Vader

‘mamma’, provo un leggero sconforto.

Forti però quei duri 18 Marzo 2008

Posted by chiaradavinci in marlonbrando è sempre lui.
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Questa settimana abbiamo i nonni spagnoli in visita. Marlonbrando è ovviamente molto più capriccioso del solito e sabato gli è pure venuta la febbre da eccitazione. Ieri ha fatto una rabbietta da manuale perché a pranzo voleva stare a tavola con noi, ma non sulla sua sedia Stokke, su una sedia normale, da adulto. Ci è salito da solo, ha fatto un po’ il bischero ed è caduto di faccia, spaccandosi il labbro superiore. Non ha pianto, gli è scesa una sola lacrima, che lui per orgoglio ha pure cercato di reprimere. Poi ha indicato la sedia e ha detto: “bum, aia, no”.

Marlonbrando è sempre lui.

Persone famose turchesi 17 Marzo 2008

Posted by chiaradavinci in Senza Categoria.
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Quando ero piccola associavo sempre le persone e le cose e ai colori. Mio padre era azzurro morbido, a volte un po’ rosso, la mia compagna di banco verde stinto, mia nonna materna fucsia, un mio prozio arancione. Verde era la scuola, rosso lo sport, gialla l’estate e rosa la strada da scuola a casa. Al liceo ho iniziato ad associare i colori con gli argomenti trattati in classe e a colorare di conseguenza gli appunti sui filosofi o gli scrittori appartenenti a una determinata corrente di pensiero. I razionalisti erano blu, i naturalisti verdi, rosa i romantici, rossi solo Marx e Hegel, arancioni gli incategorizzabili che mi piacevano, gialli gli scettici, viola tutti gli altri.

Perciò non mi stupisce che ci sia gente che in Google digita “persone famose turchesi”.

Chi sono le persone famose turchesi? Il turchese dà l’idea di trasparenza e di infinito. Inoltre spinge alla meditazione e alla calma, invita all’ascolto e all’equilibrio. È un colore freddo, ma che difficilmente dispiace. Andrea Pinketts in uno dei suoi romanzi più riusciti lo associa alla morte. Va bene, ma chi sono queste persone famose turchesi?

Direi che De Andrè è più turchese di Guccini, e che Mario Corso è più turchese di Tarcisio Burnich. Wojtila era senza dubbio più turchese di Razinger, e Madama Butterfly lo è più di Tosca. Alice nel paese delle meraviglie è più turchese di Cenerentola e Descartes di Wittgenstein, ma siamo lì.

Forse, più banalmente, a cercare “persone famose turchesi” è uno studente di italiano alle prime armi, come quella mia amica tedesca che mi raccontò che nel paesino del nord della Germania in cui è cresciuta si mangiava un dolce detto “miele turchese”. Ho fantasticato per mesi su questo dessert colorato, lo immaginavo più saporito dei nostri, più aromatico, non so perché morbido e freddo. Fino a che, stremata dalle mie domande, me l’ha portato. Era del banalissimo torrone, importato dalla Turchia. Da turco a turchese il passo è breve, e forse i malcapitati googlatori anonimi cercavano questo:

A. A. A. cercasi 14 Marzo 2008

Posted by chiaradavinci in marlonbrando è sempre lui, supercalifragilisti.
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Uno dei miei coltissimi lettori dalle mille risorse sa dirmi se una cosa del genere è disponibile anche a misura di nano ipertrofico di quasi due anni?

Non importa quanto, ma cosa e quando 13 Marzo 2008

Posted by chiaradavinci in all you need is love, da vinci's family, dring.
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Scambio di sms tra me e il dring, da tre giorni a Monaco di Baviera per una conferenza interplanetaria di spippolatori:

“Buongiorno. Dormito bene?”

“Pulcinea ha trascinato la ciotola per tutta la casa e ha piagnucolato fino alle due di notte. Alle tre marlonbrando si è svegliato perché voleva la nonna1, alle quattro perché Manfred non voleva dargli i bacini e alle sei perché sì. Mi sa che ci manchi.2

“Pensa che niente Zenga. E tanto Zapatero.”

Lo amo.


1La chiama nonna cacca e ha iniziato a concepire verbalmente la sua esistenza tre settimane fa, proprio ora che sono da sola con lui deve svegliarsi nel cuore della notte sentendo la sua mancanza?.

2Uno bravo con gli sms avrebbe scritto: “cane sveglio, nano sveglio, io disperata”.

duepunti trattino chiusaparentesi, anzi dimaiuscola 11 Marzo 2008

Posted by chiaradavinci in Internazionale, un colpo di Spagna.
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La vittoria di Zapatero ha dimostrato che si possono vincere le elezioni se non ci si vergogna a dire e fare cose di sinistra. In economia non è stato granché socialista - del resto era quasi impossibile fare diversamente - però ha svecchiato la Spagna, ha dialogato con tutti, amici e nemici, e ha messo a tacere i vescovi.

“Mano tesa, ma ferma”, senza se e senza ma anche.

E ora, pur facendo finta di nulla, ci possiamo concentrare sulla partita di stasera, mantenendo il lemma della campagna elettorale spagnola (gufi avvisati)

L’amore è un apostrofo nerazzurro tra le parole cento e Liverpool 9 Marzo 2008

Posted by chiaradavinci in Inter (nazionale), all you need is love.
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L’Angolo di Piero Angela 7 Marzo 2008

Posted by chiaradavinci in da vinci's family, egolalia, marlonbrando è sempre lui.
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Leonardo, no, lo scopettino del cesso non è un pettine.
Leonardo, no, la tuta da ginnastica pulita non va messa nel bidet.
Leonardo, no, se la carta è gialla non vuol dire che i Tampax sanno di limone.
Leonardo, no, le arance non si mangiano con la buccia.
Leonardo, no, le arance non si sbucciano coi denti.
Leonardo, no, le arance sbucciate coi denti non si passano su tutto il pavimento della cucina.
Leonardo, no, nemmeno sul cane.

Conclusione: alla dodicesima influenza in 5 mesi, l’essere umano diventa anaforico.

Defender la alegría 6 Marzo 2008

Posted by chiaradavinci in Internazionale, un colpo di Spagna.
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Toh… pinambur! 2 Marzo 2008

Posted by chiaradavinci in gnocchi seautòn.
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La settimana scorsa ho fatto un giro dai miei amici di Evita Bio, un negozio di generi alimentari in via Rozzalupi, a Empoli, che vende solo prodotti biologici, molti anche per celiaci, un vero paradiso per chi vuole alimentarsi bene e in maniera sana.

Su suggerimento di Nartaki, bella e sorridente come sempre, ho acquistato dei topinambur

convinta che li avrei riciclati in una zuppa, o nella solita quiche.

continua a leggere…

Le grandi questioni della vita 4 27 Febbraio 2008

Posted by chiaradavinci in Internazionale, un colpo di Spagna.
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Perché la sentenza Bosman non vale in politica?

Il mio regno per… 22 Febbraio 2008

Posted by chiaradavinci in egolalia.
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Nel corso dell’ultima settimana sono riuscita ad addormentarmi, nell’ordine:

a) mentre Horatio Caine era ben lontano dall’individuare il cattivo
b) mentre il dottor Kovac era minacciato dal cattivo più buono della storia della fiction
c) mentre Liverpool-Inter era abbondantemente sullo 0-0 (e il cattivo stavolta lo lascio indicare ad altri).

Se non trovo in fretta una baby-sitter va a finire che voto UDC.

Timori stellari 21 Febbraio 2008

Posted by chiaradavinci in da vinci's family, dring, marlonbrando è sempre lui.
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Da quando il dring ha commesso l’errore di riguardare (credo per la settecentonovantaduesima volta) tutta la saga di Guerre Stellari, marlonbrando si è fissato su Luke Skywalker e compagni. ‘Sente’ le avventure come sue, e non mi meraviglierei se cominciasse a chiamarmi Leia.


(ecco, via Noantri, il regalo ideale per la festa della mamma)

Ieri l’altro il responsabile di tutto ciò, con la sua flemma direi quasi britannica, ha espresso il desiderio di portare il bambino all’Università. “Sai, in dipartimento abbiamo un’imitazione di R2d2 a grandezza naturale. Nelle intenzioni dei suoi progettatori avrebbe dovuto girellare per i corridoi dell’istituto, controllando se la rete era in funzione. Siccome ci sono stati dei problemi, lo hanno abbandonato in un’aula. Il piccolo ne sarebbe sicuramente entusiasta.”

Questo spiega molto sullo stato della ricerca in Italia - soprattutto sullo stato mentale dei ricercatori - e temo fortemente che quel retaggio informatico prima o poi finirà nel mio salotto.

Yes, we can 20 Febbraio 2008

Posted by chiaradavinci in mens sana in corpore sano?.
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Sto finalmente vedendo la luce alla fine del tunnel e mi sono pertanto concessa un’ora di pilates e un giro in sauna.

Sono capitata trai fumi insieme a due delle signore laccate e nei 20 minuti canonici ho appreso quanto segue:

- a Empoli c’è solo una pasticceria che prepara degli ottimi panettoni salati. una li fa storti (li consegna in scatole troppo grandi), una mette troppo poco pesce, una troppa maionese (per di più industriale), una usa pane molliccio

- ogni cinque anni bisogna cambiare i materassi. quelli in lattice sono tremendi, ci si suda, ora vanno molto le molle insacchettate, assalamate, asserpentate o una cosa così

- chi soffre di metiofagia dovrebbe provare il carbone fossile

- non ci sono più le tate di una volta. è incredibile, ma si rifiutano di accompagnarti in settimana bianca.

A me giravano le scatole per la partita di ieri sera, però ho capito che c’è gente messa peggio.

 

 

Quelli che distinguono parole da parole 18 Febbraio 2008

Posted by chiaradavinci in da vinci's family, marlonbrando è sempre lui.
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marlonbrando non è che sia così portato per la favella. è un tesoro, affettuoso al punto giusto, sveglio, simpatico, molto attivo e movimentato, ma non è molto precoce nel parlare.

oggi, alla veneranda età di 19 mesi, ha un bagaglio lessicale composto da una ventina di termini, di cui poco più della metà in italiano e il resto in spagnolo. italiano e spagnolo tutti suoi, sia detto per inciso.

mamma lo disse che ancora non aveva 5 mesi
babba/papà sui sette
nel frattempo aveva iniziato a chiamarmi iaia, perché non gli tornava di usare una parola diversa dal resto del mondo, e poi non sopportava che io chiamassi ‘mamma’ mia madre
pappa e no vennero poco dopo
agua/acqua verso i nove
cacca prima di compiere un anno, così come cocco/etta, ossia biscotto o galletta
zazzà, che è il ritornello di Bartali di Paolo Conte, indicava la musica in generale
e lì si è fermato per un bel po’.

in seguito si è prodotto in ecco, con le varianti eccolo/eccola
susso, poi diventato un chiaro ciuccio
dimostra di essere educato come il padre, perché non se lo mette mai in bocca senza aver prima chiesto il permesso. lo prende, mi guarda con sguardo complice e dice: “mamma, ciuccio?“. quando gli dico di no, non si dà per vinto, e continua con la perorazione “mamma, ciuccio?“, fingendo un’espressione sempre più complice. poi sbatte gli occhioni da bambi e arriva quasi a sfoggiare il proverbiale labbrino. però fino a che non gli do il permesso non lo mette in bocca. a volte andiamo avanti per ore.

asta, che deriva dallo spagnolo canasta, ossia canestro, e indica qualsiasi tipo di sport, sia praticato da lui medesimo in persona, che visto in televisione
nanna, che è sua zia Anna, mentre la maestra del nido Anna la chiama col suo nome
anco è Danko, il pitbull dei vicini (mentre Pulcinea e la nonna le dà per scontate e non le chiama mai)
pappe/patos sono le scarpe o los zapatos (da tempo una sua fissazione), mentre orro è il cappello, gorro in spagnolo (è già schiavo della moda, come la mamma)
oh-oh è il cavallo, dalla celebre canzone di Vecchioni

sa fare i versi di tutti gli animali, ippopotamo e giraffa compresi. qualche settimana fa mi ha portato una mucca e ha detto muuuh, poi ha aperto un libro su un bradipo e mi ha detto braaaah.

poi, e in questo si nota già la tendenza all’ingegneritudine, si esibisce in una galleria di personaggi di Guerre stellari, ossia
tittì = R2d2 e accompagna il gorgoglio con dei movimenti che imitano quelli del robot
abba = Jabba the Hut e fa finta di mangare insetti
ade = Darth Vader e ne imita perfettamente il rantolo
luc = Luke Skywalker

se poi gli si chiede come si chiama, ripete luc fino allo sfinimento. non credo che sia perché ha capito che quello è davvero il suo cognome, penso piuttosto che abbia ereditato dalla madre una certa mitomania.

da una settimana a questa parte ha imparato le parole magiche: AZIE e P’FORE e non ha più dubbi: il mondo da adesso in poi sarà ai suoi piedi.