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Marmellata di pesche al profumo esotico 25 settembre 2007

Posted by chiaradavinci in gnocchi seautòn.
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Oggi inauguro anche la rubrica Gnocchi seautòn. Ho sempre desiderato scrivere un libro di cucina con questo titolo, perché secondo me tra le pentole ci si conosce, ci si apprezza e ci si vuole più bene.

 

Da qualche anno ho un debole per il ginger, comunemente detto zenzero. Lo metto dappertutto, nelle zuppe, nei risotti, nel tè, nei dolci e da ieri anche nelle marmellate. Avevo infatti due chili di pesche a polpa gialla che mi avanzavano e ho avuto l’ispirazione per questa marmellata al profumo esotico.

 

Ingredienti:

 

2 chili di pesche a polpa gialla
1 chilo di zucchero
2 lime
1 cucchiaino di zenzero in polvere (facoltativo)
1 radice di zenzero fresco

 

Lavate, sbucciate e tagliate a tocchetti le pesche (io in genere le frullo pure, ma al dring piacciono i pezzi di frutta nelle marmellate e glieli concedo per amore). Mettetele in una ciotola assieme allo zucchero, alla buccia (asportata per mezzo di un altrove tanto bistrattato rigalimoni) e al succo dei lime. Lasciate riposare per un’ora.

 

Nel frattempo sbucciate e grattugiate lo zenzero.

 

Mettete le pesche e il loro succo in un tegame d’acciaio, aggiungete lo zenzero in polvere, quello fresco e portate a ebollizione. Cuocete dai 30 ai 45 minuti, mescolando spesso con un cucchiaio di legno (per verificare se la preparazione è densa al punto giusto, versatene alcune gocce su un piatto, inclinatelo e controllate che le gocce scorrano lentamente verso il basso). Togliete la schiuma che si è formata in superficie, versate la marmellata nei vasetti sterilizzati e lasciate raffreddare otto ore circa. Chiudete i vasetti ermeticamente e aspettate un paio di mesi prima di assaggiare la marmellata.

 

Ancora non l’ho provata, ma spero che il pizzicorino dello zenzero sia gradevole e che il succo e la buccia del lime lascino un retrogusto fiorito e diano un profuno inconfondibile a questa marmellata.

 

Variante: si potrebbero sostituire le pesche con delle albicocche, i lime con un’arancia e il ginger con un bastoncino di cannella, da togliere a fine cottura.

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Commenti»

1. dioniso - 25 settembre 2007

Che coincidenza, anch’io ieri ho fatto una marmellata: al fico d’india. È stato un’esperimento, ma non credo sia ben riuscito. Infatti dagli assaggi dei resti dei controlli delle gocce versate sul piattino, mi è sembrato che, per la troppo prolugata ebollizione che è stata necessria per raggiungere la consistenza giusta, tutto l’aroma del fico d’india se ne sia andato.

2. dioniso - 25 settembre 2007

…. dimenticavo, anch’io sono un grande estimatore dello zenzero.

3. chiaradavinci - 25 settembre 2007

salve dioniso, e benvenuto! il sapore della marmellata è normale che si senta meno alla fine della cottura. per questo le marmellate vanno fatte ‘riposare’, perché gli umori della frutta escano di nuovo, piano piano, e prendano il sopravvento sullo zucchero (che inteoria dovrebbe servire solo da collante).

fra un paio di mesi facci sapere com’è venuta e passaci la ricetta, please 😉

4. dioniso - 25 settembre 2007

Non sapevo questa cosa dei due mesi. Grazie per l’informazione.
Mah, la ricetta è stata piuttosto estemporanea. Questa è la seconda volta che faccio una marmellata. L’altra esperienza è stata con le more, ma lì è stato tutto più facile: ebollizione della sola frutta per appassirla, passaggio per il passaverdure per eliminare i semini, aggiunta del 40% di zucchero ed ebollizione per altri 30/40 minuti circa. Le more si sono addensate molto rapidamente e il risultato è stato più simile ad una gelatina, ma buona e il sapore delle more si è conservato.
Ieri ho cercato di ripetere il procedimento con i fichi d’india aggiungendo della mela per la pectina. In questo case però c’era molto più liquido e ho dovuto lasciar bollire molto più a lungo.

5. dioniso - 25 settembre 2007

Grazie per il benvenuto.

6. my - 25 settembre 2007

bbbbbbbbona la marmellata di more!!
io la mangio sempre (acquistata, del commercio equo e solidale) con i formaggi (al posto del miele). Ci sta benissimo!!
slurp 😀

7. Benedetta - 25 settembre 2007

grande! oltre a tutto il resto sei anche una creativa della cucina! genial…ti abbraccio…
p.s. sto tornando dopo questa lunga e dolorosa assenza!

8. chiaradavinci - 26 settembre 2007

dioniso, Gandhi diceva di sape fare solo tre cose: meditare, digiunare e aspettare. stiamo metidando insieme sul significato delle marmellate, di digunare non se ne parla nemmeno e ora aspettiamo (senza ansia, che fa poco gandhiano) notizie sul gusto dell’esperimento. 🙂

my, le mie pesche sono biologiche, acquistate tramite i GAS (gruppi di acquisto solidale), di cui sono un membro attivo ed entusiasta.
sto cercando da giorni di lasciare un commento da te, ma una congiuntura astrale me lo impedisce 😦

benni, tesoro, bentornata!!! ti abbraccio anch’io e spero di rivederti presto a queste latitudini :-*

9. dioniso - 26 settembre 2007

🙂
Digiunare penso che andrebbe proprio contro la mia natura. Però è un’esperienza che mi manca. Chissà forse un giorno…. 😉

10. isadora - 26 settembre 2007

uh, ma che bella, questa ricettina… lo sapevo, io, che devi essere una maga (anche) in cucina. Prendo appunti!

11. chiaradavinci - 27 settembre 2007

sim-sala-bim. sono una maga solo nel fare disastri 🙂


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