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Sentirsi donna 16 ottobre 2007

Posted by chiaradavinci in da vinci's family, supercalifragilisti.
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Non credo di averne granché bisogno,1 però in questi giorni ho avuto conferma di essere donna. Mi sono sentita come si sentono le altre la domenica pomeriggio, quando i compagni urlano davanti alla tv (o alla radio, come ai bei vecchi tempi) per un passaggio sul filo del fuorigioco o dopo un rigore inesistente fischiato alla Juve. A parte un raro caso di fidanzato fanatico, quella che urla in genere sono io.

Ultimamente ho visto diverse partite di rugby, senza capirci un’emerita mazza.

Ho guardato quegli energumeni 2 strapparsi la palla di mano, sudati, fangosi e appiccicosi, accatastare quei quintali di ciccia uno sull’altro e darsele di santa ragione, senza capire perché. Mi è sfuggito il senso recondito dietro a tutto ciò e finalmente mi sono sentita donna.

Con gli occhialetti, la struttura fisica e la faccia da primo della classe che passa i compiti, la camicina a quadri e il taglio di capelli da bravo ragazzo, il dring è attratto in maniera quasi morbosa da quelle masse muscolose informi. Non ci capisce nulla nemmeno lui – ripete in continuazione: “nel rugby non si può passare la palla in avanti, vedi? la calciano via e la danno agli avversari perché è meglio così. il bello, comunque, sta nel terzo tempo” e io continuo a non vedere una gran logica dietro a tutto ciò – però è stregato da quel gioco maschio e da quegli angeli dalla faccia sporca.

In totale controtendenza rispetto all’allblacksmania 3 e nonostante la mia avversione per la supponenza storica degli argentini, il mio cuore in questo mondiale batteva per l’albiceleste. La squadra è da anni in guerra con la federazione e si autogestisce. Non hanno sponsor, non vengono ammessi a nessun torneo internazionale che non sia la Coppa del Mondo, ma vincono a destra e a manca, alla faccia di tutto e di tutti. Sono usciti a testa alta in semifinale e hanno dedicato il quarto posto al Che, che in gioventù era stato un campioncino di rugby. 4

Domenica scorsa il dring e marlonbrando hanno passato il pomeriggio a placcarsi a vicenda, chiamandosi Alessandrotroncòn e Sébastiensciabàl. Urli, lividi, stramazzamenti al suolo e una serie infinita di risate. Pensavo che fossero pazzi, fino a che non ho provato anch’io a saltare loro addosso, urlare e rotolarmi per terra. Visto l’effetto, come direbbe il dring, ci sono due opzioni: o non è davvero una cosa da uomini, oppure sbaglio a sentirmi donna.


1Con la femminilità, sia la mia che quella delle altre, sono in pace da sempre.
2Saranno pure dei gentlemen, ma devono esserlo molto, molto dentro.
3So che mi farò dei nemici, ma odio la haka. Ci si scorda che è una danza di guerra e il mio senso estetico femminile si ribella: sono di un brutto vomitevole.
4Certo questo Ernesto Guevara de la Serna ha fatto davvero di tutto da ragazzo, neanche fosse Wojtila.

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Commenti»

1. zajchik - 16 ottobre 2007

chiara adoro il rugby, lo trovo non solo uno sport bello e giusto ma uno sport di belli… che scatena anche gli ormoni che dimenticavi di avere. E la haka mi fa impazzire. Ora vado a controllare i miei cromosomi 😉

2. farouche - 17 ottobre 2007

non è che il dring ha quello che ho sentito definire da Paola Cortellesi come “fisico da legnetto der gelato”?

però lei lo diceva a Valerio Mastandrea. ahò!

3. nandina - 17 ottobre 2007

io in questo sono donna a metà.
Il rugby mi affascina, ma è dovuto al fatto che miei carissimi amici hanno giocato per anni in una Milano in cui per far figo devi giocare a basket o a tennis e loro andavano a infangarsi agli allenamenti e alle partite e li ho visti diventare “grandi e grossi” da bamboccetti che erano.
Però non ci apisco niente eh, proprio non ci capisco niente.
Mi, il mio NonInge (lo chiamerò così da queste parti d’ora in poi) dice le stesse cose, ma non è che sono gemelli separati alla nascita? 🙂

4. chiaradavinci - 17 ottobre 2007

zaj, tu saresti meravigliosa e donnissima anche se dicessi che sei innamorata di Schifani. non fai testo. e meno male che hai colto l’ironia della distinzione tra uomini e donne. mica siamo su Cosmopolitan.

farouche, Mastrandrea mi piace da morire. e il dring non è che proprio regge l’anima coi denti, è magro, ma sportivo e muscolosetto (anni e anni di basket, ora poi che è il coach della nazionale filippina di Empoli è tutto un saltare anche per casa). però accanto a quelle belve disumane dei rugbisti sparisce.

nandina, io ho avuto un compagno di banco e un ex-fidanzato che giocavano a pallavolo: DUE PALLE. sempre lo stesso schema: ricezione, alzata e schiacciata, ricezione, alzata e schiacciata. ogni tanto il brivido di un muro, ma durava poco. ben venga il casino del rugby, sul serio.
il fidanzeiro, poi, più che NonIng lo chiamerei Quasing o IngManc, perché ingegneri si nasce e lui, modestamente, lo nacque.

5. nandina - 17 ottobre 2007

Quasing, aggiudicato (è anche un po’ cinese se ci pensi).
No, che non siamo su Cosmopolitan, infatti si sta bene da queste parti.
Ah, una mia amica mi ha bacchettata perchè Valerio si chiama Mastandrea e non MastRandrea…

6. nandina - 17 ottobre 2007

oppure… MancIng, che ricorda un po’ un certo allenatore (per altro suo concittadino… ) di una certa squadra 😛

7. chiaradavinci - 17 ottobre 2007

marò, non me ne ero mai accorta. e dire che mi piace pure parecchio, con quei trent’anni portati così, come si porta un maglione sformato su un paio di jeans… non si finisce mai di imparare, è chiaro.

vada per MancIng, anche se io preferivo Hector Cuper 🙂

8. newyorker - 17 ottobre 2007

il rugby è un grande sport ed è per questo che molti non lo conoscono o lo ignorano volutamente 🙂

9. nandina - 17 ottobre 2007

un mio amico vuole chiamare Cuper il suo gatto… fai tu.
Piace tanto pure a me e nemmeno io, prima della lavata di capo, me ne ero mai accorta, anche perchè sbagliano spesso.
(Farewell? ma ti pare una citazione da fare di mercoledì mattina? :-P)

10. chiaradavinci - 17 ottobre 2007

dal commento di newyorker mi sembra di percepire che questo post è stato frainteso. d’ora in avanti metterò i sottotitoli. quello che volevo dire è:

a) il rugby è un gran bello sport, difficile da capire, divertente da praticare.
b) non esistono cose da uomini e da donne, esistono cose belle per me, che possono essere belle o brutte per altri, uomini, donne o ingegneri che siano.

nandina, Farewell si cita anche la domenica all’alba.

11. nandina - 17 ottobre 2007

La domenica all’alba cita quel che ti pare, starò sicuramente dormendo.
“non pensarci e perdonami se ti ho portato via un poco d’estate
con qualcosa di fragile come le storie passate”
sono troppo giovane per essere già così nostalgica 😉

p.s. si capiva che il rugby ti piace comunque…

12. chiaradavinci - 17 ottobre 2007

“ogni volta che piangi e che ridi non piangi e non ridi con me”: mi ci commuovo sempre.

13. nandina - 17 ottobre 2007

ok, dal “sacro” al profano… essere donna oggi di Elio e le storie tese? ne vogliamo parlare? 😛

14. kabalino - 17 ottobre 2007

Ora non combatto più per niente. M’interessa una sola causa: me stesso. (Rick in Casablanca)

Questa l’avrei voluta dire pure io! Che film…

Forza Albiceleste…hasta la victoria siempre!

15. Lupus Pelvicus - 17 ottobre 2007

“Mannaggia la pupazza, è possibile che in questa casa il burro non c’è mai quando serve?”
(Io in Casamia)

Questa l’avrebbe voluta dire pure Rick! Che notte…

Anche a me il rugby smuove qualcosa… ma che ve lo dico a fa’!

16. zajchik - 17 ottobre 2007

ecco, vedi? lo ribadisco, a me mi piace chabal! e pure guccini, e pure casablanca (io non salirò su quell’aereo e invece sì)
macchetelodicoafare (zaj reduce da una seduta di tango che col rugby è la morte sua 🙂

17. stefano - 17 ottobre 2007

OT
Ciao Chiara,
Effeffe sulla rivista “Sud” per te, finalmente, qui:
http://harz.it/2007/10/sud-9.html
Abbracci,
Stef

18. chiaradavinci - 18 ottobre 2007

mamma mia, mai avrei pensato di scatenare una discussione così accesa col mio post sul rugby, ma bene…

nandina,a me Elio non è che piaccia molto, l’ho conosciuto anni fa ed è di un antipatico che metà basta, supponente e presuntuoso, anche se interista. però, se ti va di parlarne, qui si va a ruota libera, sfogati pure 😀

kabalino, hasta siempre pure a te e anche “uns bleibt, was gut war, und klar war, dass man bei dir immer durchsah, und Liebe, Hass doch nie Furcht sah, comandante Che Guevara” che sarebbe la traduzione in tedesco fatta da Biermann.

Lupus, ma a chi l’avrebbe detto Rick, al commissario (sul finale è stato scritto di tutto), a Sam oppure a Victor Lazlo?

zaj, “io non sarò su quell’aereo: e invece sì” è sempre stata la mia filosofia di vita. se al posto di Elsa c’ero io ce l’avevo fatto salire a nocchini sull’aereo. l’anello di congiunzione tra il tango e il rugby mi sa che è la lotta nel Fango, tu potresti fare pure quella e continuare a essere tremendamente donna.

stefano: grazie di cuore

19. compagno di merende - 18 ottobre 2007

Il rugby mi piace tantissimo, del resto come quasi tutti gli sport. Il rubgy ha in più quella sportività innata che ormai manca spesso nel calcio.
Deduco dal post che non sei juventina…spero non interista? 😀

20. nandina - 18 ottobre 2007

@chiara: essere donna oggi merita 😉


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