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Una lacrima sul Bounty 21 dicembre 2007

Posted by chiaradavinci in Senza categoria.
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Sto per rovinare una reputazione che mi sono creata con anni e anni di intenso lavoro, ma credo che ne valga la pena.

Ieri sono andata a pendere marlonbrando all’asilo e lui mi ha accolto sorridendo. Stranissimo, perché di solito manda la sua segretaria Audrey in avanscoperta, la lascia fare salotto con me (in filippino, I suppose) fino a che non ha sbrigato i suoi affari e poi mi raggiunge, tra lo scocciato e il devofaresempretuttoiomaarriveràlapensioneprimaopoi.

Ieri no, mi è corso incontro, mi si è arrampicato addosso tipo koala sotto anfetamine e, ciucciando più intensamente del solito e sfoggiando la faccia truce da ammutinato del Bounty,

 

Gli ammutinati del Bounty
(lo sguardo è questo, si ringrazia Audrey per la partecipazione)

ha indicato con estrema decisione una cesta.

La maestra ha rufolato[1] un po’ e ha tirato fuori questo:

regalo-leonardo.jpg
(ufficialmente senza titolo, ma andrebbe bene pasta la victoria, siempre!)

fatto da marlonbrando stesso con le sue zampine sante, all’età di diciassette mesi e mezzo.

Non mi vergogno a dire che ho pianto come una fontana. E anche marlonbrando era evidentemente commosso, però è sempre lui.


[1] Ricordo ai miei lettori più attenti che questo lemma – in uso oramai solo in Toscana – deriva da grufolare, secondo il De Mauro “1 spec. del maiale e del cinghiale, raspare il terreno col muso cercando cibo e grugnendo 2 estens., di qcn., mangiare rumorosamente e con ingordigia 3 fig., rovistare, frugare”. Evidentemente, l’accezione in questo contesto è la terza.

 


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Me l’avessero detto… 21 dicembre 2007

Posted by chiaradavinci in egolalia, metablog, supercalifragilisti.
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…non avrei mai creduto che questo blog dopo nemmeno 4 mesi di vita risultasse trai 1000 più letti in Blogitalia. Oggi siamo precisamente al 735 posto, molto probabilmente grazie a lei, che non sapevo nemmeno mi leggesse.

In realtà non so perché scrivo di qua o di là, però mi sa che faccio bene. Non tanto per la classifica (è giusto una carezzina alla prima parte della parola egolalia), quanto piuttosto per la gente che ho conosciuto sia qui che su Omfaloscopia. Si scoprono tante cose, affinità, desideri comuni, idee e passioni contrastanti, pensieri vagabondi e spesso leggere che non si è i soli con l’acqua che alle volte supera la gola, dà quasi un senso di squadra.

Insomma, grazie a tutti.

Ridere, ridere, ridere ancora… 20 dicembre 2007

Posted by chiaradavinci in all you need is love, da vinci's family.
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Dopo averci di nuovo imbacillato a dovere, la belva stamattina ha pensato bene di svegliarsi alle 5,30. Siccome siamo una famiglia molto unita, alle 5,40 eravamo tutti in salotto a cantare “oh oh cavallo, oh oh cavallo oh oh”, canzone che è ultimamente in testa alla personale hit parade marlonbrandesca (ha appena scalzato Il flauto magico di Mozart e We are living in America dei Rammstein).
Samarcanda
(Se qualcuno volesse esercitarsi e passare da casa nostra al prossimo risveglio notturno)

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Regali inattesi e brindisi 17 dicembre 2007

Posted by chiaradavinci in egolalia, Maestri, supercalifragilisti.
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Non chiedetemi chi, né come, né perché, ma mi hanno regalato questo:

lambrusco-nomade2.jpg

una bottiglia di Lambrusco vagabondo, vino a tiratura limitata per gli amici dei Nomadi. Qualcosa mi fa pensare che ne avranno regalata una anche al loro primo parolamusichiere e me la bevo anche alla sua salute. Anche.

Verde que te quiero verde 14 dicembre 2007

Posted by chiaradavinci in all you need is love, egolalia.
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Come ben sanno tutti quelli che mi conoscono, oltre all’Inter, a mio marito e a mio figlio, ho altre due passioni. Una è quella per il mio ego smisurato e credevo che sarebbe stata questa a creare qualche problema a marlonbrando.1 Invece al momento sulla sua formazione psicofisica incide più l’altra. Stamani quando l’ho accompagnato all’asilo ho sentito la modella della classe sussurrare alla miss della sezione accanto: “Guarda chi è arrivato…” “Oddio, la mamma dal cappello verde (sospiro)”.

cappello-verde2.jpg

1 Anche quella per l’Inter ora come ora mi preoccupa, se continuiamo a vincere poi cresco un figlio antipatico e spocchioso.

 

Arma di distruzione di massa 13 dicembre 2007

Posted by chiaradavinci in da vinci's family.
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Come dicevo tempo fa, marlonbrando porta a casa i germi e li distribuisce equamente trai membri della famiglia. Secondo me li moltiplica pure (più che di miracoli, parlerei di esperimenti scientifici, alla Mengele). Ultimamente abbiamo passato diverse notti in bianco, perché lui si svegliava per le apnee da catarro notturno, e il padre faceva lo stesso. Solo che il padre non urlava e non bisognava prenderlo in braccio e consolarlo.

Una di queste sere, dopo cena, la famiglia era riunita davanti al telegiornale, il dring tossiva dentro all’aerosol e io lottavo sia contro l’abbiocco postcenale che contro il richiamo della lavastoviglie. Marlonbrando invece cantava, ruttava, giocava a rugby con Chomsky e pogava contro il cane. È un’arma di distruzione di massa a energia nucleare duracell.1 Oppure sono tre bambini uguali e non ce ne siamo ancora accorti.


1 Strano, sembra una fotocopia del padre, però il padre è molto, molto più tranquillo. Da chi avrà mai preso questo bambino?

Stonf, stonf, paf ovvero piccoli Marinetti crescono 11 dicembre 2007

Posted by chiaradavinci in da vinci's family.
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Un amico dei GAS ci ha regalato delle splendide melagrane. Sono belle, grandi, lucide fuori, coi chicchi rossi scuri e grandi dentro, e pure buone.

(Madonna della melagrana, non è una bestemmia autunnale, ma un quadro del Botticelli)

Marlonbrando le adora, ne mangerebbe a chili, se glielo lasciassi fare. Ma non glielo lascio fare e si arrabbia molto, ruggisce e abbaia.

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Libro libera tutti 10 dicembre 2007

Posted by chiaradavinci in egolalia, omfaloscopia, supercalifragilisti, traduzione.
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Ho passato tre giorni qui

e pensavo sinceramente di rimpiangere il fatto che non avrei visto i fori – sarò sentimentale come ogni brava donna degli anni Cinquanta, ma piango ogni volta – e che mi sarei limitata a sospirare dentro a uno stand. Però lì è così, che se tu non vai in giro, è Roma che viene a cercare te.

Ho visto Diliberto fare la fila per comprare il biglietto e Ingrao girellare per gli stand chiedendo informazioni sui libri. Andrea Pinketts si è seduto al nostro tavolo a pranzo e la sua giacca mi ha bloccato la digestione. Massimo Carlotto si è fatto attendere invano, mentre una simpaticissima scrittrice croata insisteva perché traducessi il suo libro in una lingua scandinava a caso.

Ho incontrato colleghi che fino a ora esistevano solo in quanto entità virtuali. C’è chi fatto fuoco e fiamme (non solo onomastica- o calzemente), mi ha presentato gente che non conosceva nemmeno lei e mi ha obbligato a convincerli che avevano bisogno di me. C’è chi non ha detto nulla e si è limitata a sgranare gli occhioni splendidi e ad avvicinare i due indici con espressione complice. E c’è anche chi è venuto a cercarmi chiamandomi per nome e ha rischiato di non sentirsi rispondere perché io non parlo con le minorenni. Però ha insistito e ha fatto bene, ne è valsa davvero la pena.

E poi sono riapparse le vecchie conoscenze. Sia quelle che passano senza volersi far notare, ma si notano, come sempre, sia quelle che svolazzano nonostante la quartabbondante, sia quelle con qualche problema psichiatrico (non saprei definire diversamente una che va allo stand della casa editrice di un libro che ha tradotto e tesse le proprie lodi perché il libro è il più venduto della fiera, si fa le foto col libro in mano e vorrebbe anche la maglietta, il poster e la borsa gratis, cioè non la saprei definire diversamente nemmeno se fossero due) , sia quelle cui il trucco, il parrucco e qualche chiletto nei punti giusti hanno trasformato in una wu-top ancora più splendente del solito, sia quelli che hanno accettato e subìto di tutto – non solo i canonici nocchini – in virtù di non si sa cosa.

Come sempre un bell’Hellzapoppin’ di visi, sorrisi, sensazioni, anche inattesi e incredibilmente sorprendenti.

Natale in Germania 5 dicembre 2007

Posted by chiaradavinci in Senza categoria.
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No, non è il nuovo film dei Vanzina. È solo che è iniziato l’avvento, l’Adventszeit tedesco.

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L’amore è un apostrofo rosa tra le parole Italia e Spagna 2 3 dicembre 2007

Posted by chiaradavinci in all you need is love.
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un diamante è per sempre

Quando vedo le pubblicità in cui il marito regala alla moglie un diamante, quella moglie mi fa un po’ pena.

Io non voglio diamanti.

Voglio un marito che mi ami, che mi rispetti e mi consideri alla sua altezza. Un marito alla pari (e non solo perché fa le pulizie e bada al bambino), che mi voglia bene per quello che sono e apprezzi anche i miei difetti. Un marito che non mi scarichi addosso le tensioni accumulate sul lavoro, un marito che sia lo stesso di quando l’ho conosciuto, forse anche migliore di allora. Un marito che se il bambino si sveglia di notte sia il primo ad alzarsi, un marito che porti fuori il cane anche se piove, è buio pesto e lui è sveglio dalle 5 perché il bambino piangeva. Un marito che sacrifichi i fine settimana a pulire e a badare alla casa, perché io possa lavorare e crescere. Un marito che mi sopporti quando non ce la faccio più e che mi veda bellissima anche in tuta da ginnastica, coi capelli sparati e le borse sotto gli occhi praticamente tatuate.

Io non voglio diamanti, voglio mio marito. Lui è davvero per sempre.