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Le grandi questioni della vita 4 27 febbraio 2008

Posted by chiaradavinci in Internazionale.
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Perché la sentenza Bosman non vale in politica?

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Il mio regno per… 22 febbraio 2008

Posted by chiaradavinci in egolalia.
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Nel corso dell’ultima settimana sono riuscita ad addormentarmi, nell’ordine:

a) mentre Horatio Caine era ben lontano dall’individuare il cattivo
b) mentre il dottor Kovac era minacciato dal cattivo più buono della storia della fiction
c) mentre Liverpool-Inter era abbondantemente sullo 0-0 (e il cattivo stavolta lo lascio indicare ad altri).

Se non trovo in fretta una baby-sitter va a finire che voto UDC.

Timori stellari 21 febbraio 2008

Posted by chiaradavinci in da vinci's family.
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Da quando il dring ha commesso l’errore di riguardare (credo per la settecentonovantaduesima volta) tutta la saga di Guerre Stellari, marlonbrando si è fissato su Luke Skywalker e compagni. ‘Sente’ le avventure come sue, e non mi meraviglierei se cominciasse a chiamarmi Leia.


(ecco, via Noantri, il regalo ideale per la festa della mamma)

Ieri l’altro il responsabile di tutto ciò, con la sua flemma direi quasi britannica, ha espresso il desiderio di portare il bambino all’Università. “Sai, in dipartimento abbiamo un’imitazione di R2d2 a grandezza naturale. Nelle intenzioni dei suoi progettatori avrebbe dovuto girellare per i corridoi dell’istituto, controllando se la rete era in funzione. Siccome ci sono stati dei problemi, lo hanno abbandonato in un’aula. Il piccolo ne sarebbe sicuramente entusiasta.”

Questo spiega molto sullo stato della ricerca in Italia – soprattutto sullo stato mentale dei ricercatori – e temo fortemente che quel retaggio informatico prima o poi finirà nel mio salotto.

Yes, we can 20 febbraio 2008

Posted by chiaradavinci in mens sana in corpore sano?.
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Sto finalmente vedendo la luce alla fine del tunnel e mi sono pertanto concessa un’ora di pilates e un giro in sauna.

Sono capitata trai fumi insieme a due delle signore laccate e nei 20 minuti canonici ho appreso quanto segue:

– a Empoli c’è solo una pasticceria che prepara degli ottimi panettoni salati. una li fa storti (li consegna in scatole troppo grandi), una mette troppo poco pesce, una troppa maionese (per di più industriale), una usa pane molliccio

– ogni cinque anni bisogna cambiare i materassi. quelli in lattice sono tremendi, ci si suda, ora vanno molto le molle insacchettate, assalamate, asserpentate o una cosa così

– chi soffre di metiofagia dovrebbe provare il carbone fossile

– non ci sono più le tate di una volta. è incredibile, ma si rifiutano di accompagnarti in settimana bianca.

A me giravano le scatole per la partita di ieri sera, però ho capito che c’è gente messa peggio.

 

 

Quelli che distinguono parole da parole 18 febbraio 2008

Posted by chiaradavinci in da vinci's family.
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marlonbrando non è che sia così portato per la favella. è un tesoro, affettuoso al punto giusto, sveglio, simpatico, molto attivo e movimentato, ma non è molto precoce nel parlare.

oggi, alla veneranda età di 19 mesi, ha un bagaglio lessicale composto da una ventina di termini, di cui poco più della metà in italiano e il resto in spagnolo. italiano e spagnolo tutti suoi, sia detto per inciso.

mamma lo disse che ancora non aveva 5 mesi
babba/papà sui sette
nel frattempo aveva iniziato a chiamarmi iaia, perché non gli tornava di usare una parola diversa dal resto del mondo, e poi non sopportava che io chiamassi ‘mamma’ mia madre
pappa e no vennero poco dopo
agua/acqua verso i nove
cacca prima di compiere un anno, così come cocco/etta, ossia biscotto o galletta
zazzà, che è il ritornello di Bartali di Paolo Conte, indicava la musica in generale
e lì si è fermato per un bel po’.

in seguito si è prodotto in ecco, con le varianti eccolo/eccola
susso, poi diventato un chiaro ciuccio
dimostra di essere educato come il padre, perché non se lo mette mai in bocca senza aver prima chiesto il permesso. lo prende, mi guarda con sguardo complice e dice: “mamma, ciuccio?“. quando gli dico di no, non si dà per vinto, e continua con la perorazione “mamma, ciuccio?“, fingendo un’espressione sempre più complice. poi sbatte gli occhioni da bambi e arriva quasi a sfoggiare il proverbiale labbrino. però fino a che non gli do il permesso non lo mette in bocca. a volte andiamo avanti per ore.

asta, che deriva dallo spagnolo canasta, ossia canestro, e indica qualsiasi tipo di sport, sia praticato da lui medesimo in persona, che visto in televisione
nanna, che è sua zia Anna, mentre la maestra del nido Anna la chiama col suo nome
anco è Danko, il pitbull dei vicini (mentre Pulcinea e la nonna le dà per scontate e non le chiama mai)
pappe/patos sono le scarpe o los zapatos (da tempo una sua fissazione), mentre orro è il cappello, gorro in spagnolo (è già schiavo della moda, come la mamma)
oh-oh è il cavallo, dalla celebre canzone di Vecchioni

sa fare i versi di tutti gli animali, ippopotamo e giraffa compresi. qualche settimana fa mi ha portato una mucca e ha detto muuuh, poi ha aperto un libro su un bradipo e mi ha detto braaaah.

poi, e in questo si nota già la tendenza all’ingegneritudine, si esibisce in una galleria di personaggi di Guerre stellari, ossia
tittì = R2d2 e accompagna il gorgoglio con dei movimenti che imitano quelli del robot
abba = Jabba the Hut e fa finta di mangare insetti
ade = Darth Vader e ne imita perfettamente il rantolo
luc = Luke Skywalker

se poi gli si chiede come si chiama, ripete luc fino allo sfinimento. non credo che sia perché ha capito che quello è davvero il suo cognome, penso piuttosto che abbia ereditato dalla madre una certa mitomania.

da una settimana a questa parte ha imparato le parole magiche: AZIE e P’FORE e non ha più dubbi: il mondo da adesso in poi sarà ai suoi piedi.

Tra Luciano Onder e George Clooney 13 febbraio 2008

Posted by chiaradavinci in egolalia.
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Non so se è per via di Cernobil, o perché nei dieci anni in Baden-Württemberg sono stata troppo lontana dal mare e dallo iodio, o perché ho avuto qualche falla genetica, fatto sta che da circa sei anni soffro della sindrome di Hashimoto.

(in effetti un po’ gli somiglio)

Ogni giorno devo assumere una compressa di Eutirox, per il resto faccio una vita normalissima.

Ho trascorso il fine settimana a Milano e, non appena sono scesa dal treno, mi sono accorta di aver dimenticato a casa il farmaco.

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Lega per l’abolizione del lunedì 11 febbraio 2008

Posted by chiaradavinci in all you need is love, supercalifragilisti.
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Come tutti, lo odio.

E soprattutto lo odio adesso, con marlonbrando malato, con i bacilli che già me li sento brulicare e ruggire dentro, dopo un fine settimana in giro per l’Italia, con corpo e mente a pezzi per troppo pensare, scrivere, correre e lavorare.

L’unica cosa che mi impedisce di mettere una bomba da qualche parte, di vomitare addosso al prete che stamani ha scosso la testa mentre parcheggiavo, di andare tipo Paolini in qualche televisione a dire che ci hanno rotto i coglioni con la storia che l’Inter ruba è il pensiero che gli amici sono una cosa meravigliosa. Anche se non li vedi mai, anche se abitano in un posto grigio e puzzolente, anche se parlano con le é aperte, anche se mangiano troppa cioccolata, anche se trovano simpatico Bondi, anche se vivono col fuso orario di Kyoto e anche se mi spedirebbero volentieri su una piattaforma petrolifera in mezzo al Baltico.

Ecco, ora sto meglio. Ed è già quasi martedì.

A sigh is just a sigh… 8 febbraio 2008

Posted by chiaradavinci in all you need is love.
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Presto farò a marlonbrando il discorso che mi fece mio padre quando ero piccola, e che mio nonno aveva fatto a lui, e dirò quanto segue: “Amore, in questa casa sosteniamo le libertà personali, quindi tu sarai libero di crescere come vuoi. Potrai votare quel che ti pare, studiare quel che preferisci, sposare chi ti pare e fare il lavoro che più ti aggrada. Però tiferai Inter, e su questo non si discute.”

Premetto, firmo e stottoscrivo.

Però non posso negare di avere una preferita tra le fidanzate di mio figlio. Tralasciando quelle del Trovamici, che sono più grandi e se lo coccolano e spupazzano mentre lui siede su una poltronciona (tra Maria De Filippi e don Vito Corleone, inguardabile), ne ho individuate due e mezzo.

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marlonbrando über alles 5 febbraio 2008

Posted by chiaradavinci in Senza categoria.
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Raccontavo ieri alla nonna wi-fi, pedagogista con master conquistato sul campo, che marlonbrando sta diventando un po’ prepotente e la cosa mi preoccupa. Lei, serafica, ha risposto che è normale che i bambini verso i due anni attraversino una fase “yo por encima de todo”, siccome lui è abbastanza adelantado, la attraversa a un anno e mezzo.

Io e il dring abbiamo pensato la stessa cosa: “Lui por encima de todo c’è nato.”

Addavvenì Zapatero! 3 febbraio 2008

Posted by chiaradavinci in Senza categoria.
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Mi chiedo se leggeremo mai cose come queste sui nostri giornali.

Cicli e ricicli 1 febbraio 2008

Posted by chiaradavinci in da vinci's family.
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Da bravo figlio di dring, prima di fare le cose marlonbrando chiede il permesso. Vuole il ciuccio? Lo prende, lo indica al genitore presente, fa sì con la testa e se lo mette in bocca indipendentemente dalla nostra risposta, dimostrando così di essere figlio pure di sua madre.

Dal padre ha ereditato anche una certa tendenza all’ordine. Già da qualche mese, se a merenda mangia una banana o un mandarino, va a buttare le bucce nella spazzatura. Non ditemi che sono una brava mamma, perché non gliel’ho insegnato, mi sa che è una di quelle cose che stanno in un cromosoma che mi manca.

Ieri ha finito i biscotti, ha appallottolato la busta vuota e l’ha buttata nella spazzatura. Io l’ho abbracciato forte e gli ho detto che sono molto orgogliosa di lui. Il babbo invece l’ha guardato maluccio: “Le buste come quella vanno trai rifiuti riciclabili, non tra quelli biologici.”