jump to navigation

Quelli che distinguono parole da parole 18 febbraio 2008

Posted by chiaradavinci in da vinci's family.
Tags: ,
trackback

marlonbrando non è che sia così portato per la favella. è un tesoro, affettuoso al punto giusto, sveglio, simpatico, molto attivo e movimentato, ma non è molto precoce nel parlare.

oggi, alla veneranda età di 19 mesi, ha un bagaglio lessicale composto da una ventina di termini, di cui poco più della metà in italiano e il resto in spagnolo. italiano e spagnolo tutti suoi, sia detto per inciso.

mamma lo disse che ancora non aveva 5 mesi
babba/papà sui sette
nel frattempo aveva iniziato a chiamarmi iaia, perché non gli tornava di usare una parola diversa dal resto del mondo, e poi non sopportava che io chiamassi ‘mamma’ mia madre
pappa e no vennero poco dopo
agua/acqua verso i nove
cacca prima di compiere un anno, così come cocco/etta, ossia biscotto o galletta
zazzà, che è il ritornello di Bartali di Paolo Conte, indicava la musica in generale
e lì si è fermato per un bel po’.

in seguito si è prodotto in ecco, con le varianti eccolo/eccola
susso, poi diventato un chiaro ciuccio
dimostra di essere educato come il padre, perché non se lo mette mai in bocca senza aver prima chiesto il permesso. lo prende, mi guarda con sguardo complice e dice: “mamma, ciuccio?“. quando gli dico di no, non si dà per vinto, e continua con la perorazione “mamma, ciuccio?“, fingendo un’espressione sempre più complice. poi sbatte gli occhioni da bambi e arriva quasi a sfoggiare il proverbiale labbrino. però fino a che non gli do il permesso non lo mette in bocca. a volte andiamo avanti per ore.

asta, che deriva dallo spagnolo canasta, ossia canestro, e indica qualsiasi tipo di sport, sia praticato da lui medesimo in persona, che visto in televisione
nanna, che è sua zia Anna, mentre la maestra del nido Anna la chiama col suo nome
anco è Danko, il pitbull dei vicini (mentre Pulcinea e la nonna le dà per scontate e non le chiama mai)
pappe/patos sono le scarpe o los zapatos (da tempo una sua fissazione), mentre orro è il cappello, gorro in spagnolo (è già schiavo della moda, come la mamma)
oh-oh è il cavallo, dalla celebre canzone di Vecchioni

sa fare i versi di tutti gli animali, ippopotamo e giraffa compresi. qualche settimana fa mi ha portato una mucca e ha detto muuuh, poi ha aperto un libro su un bradipo e mi ha detto braaaah.

poi, e in questo si nota già la tendenza all’ingegneritudine, si esibisce in una galleria di personaggi di Guerre stellari, ossia
tittì = R2d2 e accompagna il gorgoglio con dei movimenti che imitano quelli del robot
abba = Jabba the Hut e fa finta di mangare insetti
ade = Darth Vader e ne imita perfettamente il rantolo
luc = Luke Skywalker

se poi gli si chiede come si chiama, ripete luc fino allo sfinimento. non credo che sia perché ha capito che quello è davvero il suo cognome, penso piuttosto che abbia ereditato dalla madre una certa mitomania.

da una settimana a questa parte ha imparato le parole magiche: AZIE e P’FORE e non ha più dubbi: il mondo da adesso in poi sarà ai suoi piedi.

Annunci

Commenti»

1. vanessa - 18 febbraio 2008

geniale 🙂
mi sono commossa.
“zazà” è la mia preferita!

il ciccio invece ha inaugurato la sua carriera di cominicatore con “nein”, con cui terrorizzava i poveri nonni italiani. tra l’altro, significava “no” MA ANCHE “sì” (aveva nove mesi ed era gia’ veltroniano, povera me).

comunque anche lui non brillava certo per precocità linguistica, ora si sta rifacendo, a quattro anni abbiamo già concetti complessi come “sono sudato come una bestia” e “oggi è domani”.

2. farouche - 18 febbraio 2008

madonna il bradipo!!! tuo figlio è un genio!!!

3. chiaradavinci - 18 febbraio 2008

vanessa, ma la seconda parola del piccolo veltroniano è stata pozzo in paese assetato? oppure bambino africano che muore di fame? la complessità di certi discorsi, poi, credo derivi dal bilinguismo italotedesco. una volta che uno ha capito cos’è un Lebensmittelgeschäft è pronto anche per Gadda.

farouche, visto che io alla sua età usavo già i congiuntivi, mi sa che ha preso davvero tutto dal padre 🙂

p.s. bentornate a tutt’e due, ci siete mancate

4. chm2 - 19 febbraio 2008

Il genio di marlon brano è fuori di dubbio. Colui che un giorno sarà il suo compare, ha iniziato tardi pure lui, non a caso, però, tra le prime parole ricordo: zitto e basta! L’indole dominatrice, no? (Ieri lo osservavo adorante mentre teneva in pugno un cane, due cugine, due zii, una nonna e una madre, comandando tutti a bacchetta ed ero fiera di lui!) E anche lui ha una insana passione per le scarpe – secondo sua madre ci sono sottintesi profondamente psicologici, tipo che le scarpe, sostiene, sono simbolo di qualcosa che dà sicurezza. Io, che sono più pragmatica, la vedo in modo diverso.

5. Mammamsterdam - 23 febbraio 2008

Ennio è anche ingegnere dentro e con cavolo che parlava. Tanto quando sei primogenito, non solo, lui era anche stamhouder, insomma, il primo della sua generazione, quello che porta avanti la stirpe, dai fammici tu uno dei tuoi splendidi neologismi (genotipo mi sa di no, inflazionato), insomma, hai kilioni di adulti adoranti a compocersi di ogni rutto, scoreggia e cacca che fai, capisci che non hai bisogno di batterti per esprimerti, ci pensino gli altri a fare l’esegesi.

Eehhh, questi maschi bilingui. poi se volessi toglierti il dubbio, fanne subito un altro/a e vedi come invece parla subito.

Ba


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: