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De inutilitate Budapesti 28 marzo 2008

Posted by chiaradavinci in egolalia.
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A che serve Budapest? Ecco, già Pest potrei quasi arrivare ad accettarla, ma Buda no, Buda deve scomparire dalla faccia della terra. Una bella alluvione del Danubio…

L’avessero davvero rasa al suolo i mongoli. Oppure i turchi. E perché gli Asburgo non si sono fatti gli affari loro e non l’hanno lasciata marcire sotto quintali di letame?

E il gulasch? Non mi è mai piaciuto il gulasch. Quella brodaglia rossiccia che puzza di vecchio e sa di muffa. Bleah.

Puskás era zoppo e Kubala non sapeva giocare al calcio.

La musica di Bartok è pallosissima. Liszt? Da vomito.

I libri di Sandor Márai fanno schifo ai maiali e il cubo di Rubik è una boiata pazzesca.

Imre Nagi era un coglione e Lukácks ha fatto bene a fare la fine che ha fatto: lui, la palla del realismo socialista e l’imbecille di suo nipote che è andato al grande Fratello a scopare Mascia.

Se il dring non si sbriga a tornare da quella maledetta conferenza per informatici deficienti, dichiaro guerra all’Ungheria. Anzi, la faccio invadere dal diavolo della Tasmania, che da quando sono andata a prenderlo al nido giace sul divano, legato.

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Certezze e preoccupazioni 25 marzo 2008

Posted by chiaradavinci in egolalia, meravigliose creature.
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Da sempre sono cosciente di avere un ego piuttosto dilatato (da Montelupo si vede Capraia, Cristo le fa e poi le appaia). Però da quando marlonbrando chiama Darth Vader

‘mamma’, provo un leggero sconforto.

Forti però quei duri 18 marzo 2008

Posted by chiaradavinci in Senza categoria.
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Questa settimana abbiamo i nonni spagnoli in visita. Marlonbrando è ovviamente molto più capriccioso del solito e sabato gli è pure venuta la febbre da eccitazione. Ieri ha fatto una rabbietta da manuale perché a pranzo voleva stare a tavola con noi, ma non sulla sua sedia Stokke, su una sedia normale, da adulto. Ci è salito da solo, ha fatto un po’ il bischero ed è caduto di faccia, spaccandosi il labbro superiore. Non ha pianto, gli è scesa una sola lacrima, che lui per orgoglio ha pure cercato di reprimere. Poi ha indicato la sedia e ha detto: “bum, aia, no”.

Marlonbrando è sempre lui.

Persone famose turchesi 17 marzo 2008

Posted by chiaradavinci in Senza categoria.
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Quando ero piccola associavo sempre le persone e le cose e ai colori. Mio padre era azzurro morbido, a volte un po’ rosso, la mia compagna di banco verde stinto, mia nonna materna fucsia, un mio prozio arancione. Verde era la scuola, rosso lo sport, gialla l’estate e rosa la strada da scuola a casa. Al liceo ho iniziato ad associare i colori con gli argomenti trattati in classe e a colorare di conseguenza gli appunti sui filosofi o gli scrittori appartenenti a una determinata corrente di pensiero. I razionalisti erano blu, i naturalisti verdi, rosa i romantici, rossi solo Marx e Hegel, arancioni gli incategorizzabili che mi piacevano, gialli gli scettici, viola tutti gli altri.

Perciò non mi stupisce che ci sia gente che in Google digita “persone famose turchesi”.

Chi sono le persone famose turchesi? Il turchese dà l’idea di trasparenza e di infinito. Inoltre spinge alla meditazione e alla calma, invita all’ascolto e all’equilibrio. È un colore freddo, ma che difficilmente dispiace. Andrea Pinketts in uno dei suoi romanzi più riusciti lo associa alla morte. Va bene, ma chi sono queste persone famose turchesi?

Direi che De Andrè è più turchese di Guccini, e che Mario Corso è più turchese di Tarcisio Burnich. Wojtila era senza dubbio più turchese di Razinger, e Madama Butterfly lo è più di Tosca. Alice nel paese delle meraviglie è più turchese di Cenerentola e Descartes di Wittgenstein, ma siamo lì.

Forse, più banalmente, a cercare “persone famose turchesi” è uno studente di italiano alle prime armi, come quella mia amica tedesca che mi raccontò che nel paesino del nord della Germania in cui è cresciuta si mangiava un dolce detto “miele turchese”. Ho fantasticato per mesi su questo dessert colorato, lo immaginavo più saporito dei nostri, più aromatico, non so perché morbido e freddo. Fino a che, stremata dalle mie domande, me l’ha portato. Era del banalissimo torrone, importato dalla Turchia. Da turco a turchese il passo è breve, e forse i malcapitati googlatori anonimi cercavano questo:

A. A. A. cercasi 14 marzo 2008

Posted by chiaradavinci in supercalifragilisti.
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Uno dei miei coltissimi lettori dalle mille risorse sa dirmi se una cosa del genere è disponibile anche a misura di nano ipertrofico di quasi due anni?

Non importa quanto, ma cosa e quando 13 marzo 2008

Posted by chiaradavinci in all you need is love, da vinci's family.
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Scambio di sms tra me e il dring, da tre giorni a Monaco di Baviera per una conferenza interplanetaria di spippolatori:

“Buongiorno. Dormito bene?”

“Pulcinea ha trascinato la ciotola per tutta la casa e ha piagnucolato fino alle due di notte. Alle tre marlonbrando si è svegliato perché voleva la nonna1, alle quattro perché Manfred non voleva dargli i bacini e alle sei perché sì. Mi sa che ci manchi.2

“Pensa che niente Zenga. E tanto Zapatero.”

Lo amo.


1La chiama nonna cacca e ha iniziato a concepire verbalmente la sua esistenza tre settimane fa, proprio ora che sono da sola con lui deve svegliarsi nel cuore della notte sentendo la sua mancanza?.

2Uno bravo con gli sms avrebbe scritto: “cane sveglio, nano sveglio, io disperata”.

duepunti trattino chiusaparentesi, anzi dimaiuscola 11 marzo 2008

Posted by chiaradavinci in Internazionale.
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La vittoria di Zapatero ha dimostrato che si possono vincere le elezioni se non ci si vergogna a dire e fare cose di sinistra. In economia non è stato granché socialista – del resto era quasi impossibile fare diversamente – però ha svecchiato la Spagna, ha dialogato con tutti, amici e nemici, e ha messo a tacere i vescovi.

“Mano tesa, ma ferma”, senza se e senza ma anche.

E ora, pur facendo finta di nulla, ci possiamo concentrare sulla partita di stasera, mantenendo il lemma della campagna elettorale spagnola (gufi avvisati)

L’amore è un apostrofo nerazzurro tra le parole cento e Liverpool 9 marzo 2008

Posted by chiaradavinci in all you need is love, Inter (nazionale).
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L’Angolo di Piero Angela 7 marzo 2008

Posted by chiaradavinci in da vinci's family, egolalia.
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Leonardo, no, lo scopettino del cesso non è un pettine.
Leonardo, no, la tuta da ginnastica pulita non va messa nel bidet.
Leonardo, no, se la carta è gialla non vuol dire che i Tampax sanno di limone.
Leonardo, no, le arance non si mangiano con la buccia.
Leonardo, no, le arance non si sbucciano coi denti.
Leonardo, no, le arance sbucciate coi denti non si passano su tutto il pavimento della cucina.
Leonardo, no, nemmeno sul cane.

Conclusione: alla dodicesima influenza in 5 mesi, l’essere umano diventa anaforico.

Defender la alegría 6 marzo 2008

Posted by chiaradavinci in Internazionale.
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Toh… pinambur! 2 marzo 2008

Posted by chiaradavinci in gnocchi seautòn.
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La settimana scorsa ho fatto un giro dai miei amici di Evita Bio, un negozio di generi alimentari in via Rozzalupi, a Empoli, che vende solo prodotti biologici, molti anche per celiaci, un vero paradiso per chi vuole alimentarsi bene e in maniera sana.

Su suggerimento di Nartaki, bella e sorridente come sempre, ho acquistato dei topinambur

convinta che li avrei riciclati in una zuppa, o nella solita quiche.

continua a leggere…