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Zucche e nemesi 31 ottobre 2008

Posted by chiaradavinci in da vinci's family, egolalia.
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A me che ho sempre detestato Halloween, a me che l’unica volta che mi hanno costretto ad andare a una festa mi sono travestita da Taribo West (quello vero), a me che i vampiri e le streghe sono sempre sembrati dei bischeri, a me che l’unico libro serio che ho tradotto è un fantasy, a me che aggrottare le frontacciglia, a me che una festa importata da un paese scoperto per sbaglio, ecco, insomma, a me che Johnny Depp è il nulla montato a neve, a me che a  5 anni mia madre mi portò a un concerto di Renato Zero e mi è rimasto il trauma, proprio a me doveva toccare un figlio fissato su “Nightmare before Christmas”, che gira con le zucche da gennaio a dicembre e canta “Esto es Halloween, esto es Halloween” 365 giorni all’anno?

Saranno gli ormoni, sarà che ogni tanto mi canta pure “Amala, pazza Inter amala…”, sarà che stamani mi ha detto che mi vuole bene, ma torno a ritagliare zucche di cartone.

Uso privatistico del mezzo poetico 30 ottobre 2008

Posted by chiaradavinci in egolalia.
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La poesia non è di chi la scrive, ma di chi la usa:

Nirgendwo ein weißes,
unbeschriebenes Blatt.

La uso perché me lo ripeto da mesi, e non riesco a togliermeli dalla testa, certi fogli rimasti bianchi.

Ringrazio chi l’ha usata prima di me, chi l’ha scritta, chi vorrà usarla e spero che il magone non passi mai.

Negri, zingari e femmine 29 ottobre 2008

Posted by chiaradavinci in egolalia.
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Analisi illuminante.

A ognuno il suo (idioma) 29 ottobre 2008

Posted by chiaradavinci in da vinci's family.
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Dicevamo che marlonbrando ha capito che in questa casa non si parla una sola lingua. L’altro giorno mi ha portato una mela e ha detto: “Babbo dice manzana, mamma mela.” Poi mi ha guardato pensieroso e ha aggiunto: “Y abuela?”

Definizione dell’io 27 ottobre 2008

Posted by chiaradavinci in da vinci's family.
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La fase in cui i bambini ripetono in continuazione “è mio” è detta dai pedagogisti “fase della definizione dell’io”.

Ieri marlonbrando era al parco con il padre e ha preparato una montagnola di polvere, sterpi e foglie secche (quella che in Toscana si chiama “monte di sudicio”). “Papà, guarda…” “No, marlonbrando, mamà dice ‘guarda’, papà dice ‘mira’. Mira.” E l’altro, imbufalito, “No, non è tua, è mia.” “Marlon, yo te he dicho simplemente ‘mira’…” “No, papà, es mìa, mìa y mìa.”

I bambini bilingui hanno una fase della definizione dell’io doppia. Marlonbrando ce l’ha doppia in estensione e doppia in intensità.

Auguri 24 ottobre 2008

Posted by chiaradavinci in Maestri.
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Oggi quest’uomo avrebbe compiuto 48 anni:

Ecco.

Sturm und Dring 24 ottobre 2008

Posted by chiaradavinci in all you need is love, da vinci's family.
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Ricordo che quando arrivai al liceo ci fu una delle poche ondate ribelli degli anni Ottanta e alla prima manifestazione anti-Falcucci urlavamo “Se il sessantotto è stato niente male, l’ottantasei sarà eccezionale”. Poi l’ottantasei si è rivelato uguale all’ottantacinque, e pure l’ottantasette, l’ottantotto, l’ottantanove… A parte la ventata della Pantera (io ero impegnata con la maturità e al mio liceo se scioperavi ti chiamavano in presidenza e rischiavi la pubblica fustigazione), poi in Italia abbiamo avuto più o meno calma piatta. Insomma, sono una che è nata nel decennio sbagliato (e meno male, ricordava sempre quel sant’uomo di mio padre).

Per questo (e non solo per questo, ma ci siamo capìti) le manifestazioni studentesche di questi giorni mi sembrano una gran bella cosa. Mi auguro che non si sfoci nella violenza e spero davvero che i discorsi di Kossiga siano quelli che il Maestro chiama vagiti di vecchio, però è bello vedere che i giovani, i ragazzi, gli studenti hanno il coraggio di dire no, in Italia sembrano essere gli unici.

La cosa che più mi ha sconvolto è il fatto che anche il dring, in genere molto compito e irreprensibile, ieri è sceso in piazza. Si è allontanato per due lunghe ore dal tavolo da lavoro, ha mollato l’osso del pc, ha spento per 120 lunghi minuti il fuoco sacro della ricerca ed è andato a una manifestazione. Lui è uno di quelli che se occupano una stazione prima comprano il biglietto, e ce lo vedo mentre attacca un pippone di massimo due-tre minuti (se durasse di più poi dovrebbe stare zitto per due settimane) al vicino o mentre chiama “cretinetti” o “stupidino” il responsabile del Provveditorato agli studi. La sua sarà stata comunque una protesta molto zen e composta, ma è stata pur sempre una protesta, se ha mojado, come si dice in spagnolo, e ha dimostrato (non a me, lo so da tempo, ma al resto del mondo) che il sangue caliente degli spagnoli non è una leggenda.

Viva Marx, viva Lenin (che è l’autore della battuta sulla stazione), viva il dring-tze-tung!

Ah, be’, se era un’idea di Berlinguer… 23 ottobre 2008

Posted by chiaradavinci in Internazionale.
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Scioccata, ricevo e pubblico.

Amala… 23 ottobre 2008

Posted by chiaradavinci in da vinci's family, Inter (nazionale).
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Da quando è nato marlonbrando, mi ripeto che non devo avere aspettative su di lui, che lo devo lasciar crescere libero e secondo le sue inclinazioni, senza lavaggi del cervello né strade tracciate.

Però stamani, quando ha fatto una rabbietta perché voleva in tutti i modi andare all’asilo con la maglia dell’Inter, ho pensato a mio padre e mi sono venute le lacrime agli occhi.

mio nonno ne aveva una uguale e ci teneva una foto mia e una di Benito Lorenzi

Le grandi questioni della vita 5 22 ottobre 2008

Posted by chiaradavinci in egolalia, metablog.
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Ma quelli che ti aggiungono come contatto su Facebook senza sapere chi sei, lo fanno perché gli piace farsi i cazzi degli sconosciuti o perché hanno un forte desiderio egofànico?

Preokkupazioni 21 ottobre 2008

Posted by chiaradavinci in supercalifragilisti.
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Mi sono sempre chiesta perché in Italia, a differenza degli altri paesi, le scuole private sono tutte cattoliche e tutte meri diplomifici. Ne ho anche parlato spesso con i miei suoceri, che in Spagna hanno mandato i figli a una scuola privata (una scuola tedesca) perché non erano soddisfatti di certi servizi della scuola pubblica, e che non capiscono la nostra situazione. Perché uno dovrebbe pagare per vedere il figlio uscire da scuola indottrinato e ignorante?

Oggi il dring mi ha mandato questo link, che spiega molte cose. E mi ha fatto notare anche che adesso il processo si sta estremizzando ed estendendo anche alle università.

Sveglia, Italia.

Palestra di vita 21 ottobre 2008

Posted by chiaradavinci in da vinci's family.
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Scambio di messaggi si Facebook tra me (ch) e la madre della fidanzata preferita di marlonbrando (mdfpdm)

mdfpdm: Ciao, ho deciso di iscrivere la Preferita a un corso di ginnastica, il giovedì alle 5 al Palazzatto dello sport. Perché non porti anche marlonbrando, così stanno un po’ insieme.? Da quando lui ha cambiato classe lei ci soffre.

ch: Va bene, vada per giovedì alle 5, e speriamo bene.

Giovedì scorso, alle 5 meno 10 siamo entrati in palestra. La Preferita con un completino adidas rosa e i calzini antiscivolo intonati, marlonbrando vestito come pareva a lui (ha preso dal babbo, gli mancava giusto l’alabarda) e i calzini antiscivolo rosa (ossia quelli di ricambio della Preferita, visto che io me li ero scordati).

L’insegnante è molto carina, occhio gigante a parte sembra Leela di Futurama, e a marlonbrando è piaciuta, tanto che, con un hula-hoop e una palla medica in mano, le si è seduto subito in braccio.

“Bambini, benvenuti al corso di psicomotricità infantile, adesso facciamo il girotondo e quando finiamo uno di voi mi dice come si chiama: “Giro giro tondo… tutti giù per terra! “Come ti chiami bambina con la tuta blu?” “Zoe.” “Bambini, ripetiamo tutti il suo nome: Zoe.” “No, io marlonbrando, lei Preferita.” “No, io Preferita, lui marlonbrando.”  E gli altri quattro, in coro: “Preferita, marlonbrando! Preferita, marlonbrando!” Poi i due piccoli vandali hanno rotto il cerchio e hanno inziato a correre su e giù per la stanza, senza mai perdere di vista lo specchio a tutta parete, perché sono pure narcisisti.

Leela, che ha comunque un buon piglio deciso, li ha messi tutti in fila per un trenino, i bimbi hanno reagito entusiasti (la sindrome da Buona Domenica colpisce anche in tenera età), e anche in questo caso sono andati avanti fino a che è piaciuto a marlonbrando. Quando il piccolo dittatore ha iniziato a dare segni di insofferenza, Leela ha messo gli hula-hoop per terra, ha detto ai bambini di saltarci dentro uno alla volta e marlon ha gradito molto.  Direi pure troppo, visto che, quando la maestra li ha raccolti per cambiare attività, lui l’ha guardata malissimo, glieli ha tolti di mano, li ha rimessi per terra e ha ripreso a saltare. Gli altri bambini lo hanno seguito e la Preferita l’ha pure brontolata ben bene.

Alla fine dell’ora Leela ha detto che la prossima volta le mamme dei bambini più timidi possono restare, poi ha guardato me e la mamma della Preferita e ha aggiunto: “Voi no. Lo stipendio mi serve.”

Bulli e pupe 19 ottobre 2008

Posted by chiaradavinci in all you need is love, da vinci's family.
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“Babbo, quello bambino è bello. Mi piace.”

“Tesoro, quello bambino si chiama marlonbrando ed è un nostro vicino di casa.”

“Babbo, quello bambino marlonbrando ha strappato i fiori dalle aiuole e li ha regalati alla sua mamma, anche se non è il suo compleanno.” (Sospiro)

erano fiori di rucola. Probabilmente marlonbrando ha agito mosso dalla fame.

Giusto per togliere un po di miele alla storia: erano fiori di rucola. Probabilmente marlonbrando ha agito mosso dalla fame.

Il mestiere di rosicare 16 ottobre 2008

Posted by chiaradavinci in supercalifragilisti.
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marlonbrandicotomie 14 ottobre 2008

Posted by chiaradavinci in da vinci's family.
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Da qualche mese a questa parte il mondo per marlonbrando si divide in Lukes e Yodas, che rappresentano alternativamente, a seconda dell’umore del piccolo megalomane, i buoni e i cattivi.

Le educatrici dell’asilo hanno scelto il giorno sbagliato per cercare di convincerlo che lui di cognome fa Luke (in realtà si scrive in modo diverso, però si pronuncia uguale, sia detto per i Besserwisser : sono omofoni e non omografi). In lacrime ha urlato: “noooooooooo, marlonbrando Yoda. tu Chewbecca.”

E’ incredibile come un piccolo incidente possa aprire nuove prospettive.