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Uso privatistico del mezzo poetico 30 ottobre 2008

Posted by chiaradavinci in egolalia.
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La poesia non è di chi la scrive, ma di chi la usa:

Nirgendwo ein weißes,
unbeschriebenes Blatt.

La uso perché me lo ripeto da mesi, e non riesco a togliermeli dalla testa, certi fogli rimasti bianchi.

Ringrazio chi l’ha usata prima di me, chi l’ha scritta, chi vorrà usarla e spero che il magone non passi mai.

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Commenti»

1. dring (aka stockton-to-malone) - 30 ottobre 2008

Nirgendwo ein sauberer,
unbesetzter Tisch.
(noch keine ähnliche,
flache Oberfläche)

2. farouchegrande - 31 ottobre 2008

precisazione:
La poesia non è di chi la scrive, ma di chi *gli serve*.
cambio di verbo necessario a spazzare via qualsiasi uso frivolo e/o voluttuario del mezzo poetico.

[detto da una che ieri si è sentita chiamare bonariamente “maestrina dalla penna rossa” dal suo capo. ma forse non c’entra, forse è semplicemente ‘O Massimo da lassù, sottobraccio (immagino) a Elisabetta, che m’impone di rettificare almeno questo, visto che il resto è così difficile da correggere.]

3. harzman - 31 ottobre 2008

OT È un po’ di giorni che non ti vedo su Skype. Non che io ci sia spesso, ve’.

4. chiaradavinci - 31 ottobre 2008

Farouche, la vera maestrina ha scritto prima di te (mi ha rimproverato perché sono disordinata). Mi cospargo il capo di cenere e accendo due ceri alla prima Madonna che ride, credi che basti come penitenza?


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