jump to navigation

Spacchiamo l’ombelico in quattro 7 dicembre 2008

Posted by chiaradavinci in egolalia, lector in fabula, meravigliose creature, traduzione.
trackback

Chi decide di chiamare il suo blog egolalìa ha poi tutto il diritto di parlare di sé e delle proprie creature. In genere parlo della mia (per ora unica) creatura di ciccia, più di rado di quelle di carta. Oggi voglio affrontare l’argomento come ci si sente a tradurre un best seller.

L’ho già scritto più volte (anche qui, per dire), finora l’unico romanzo che ho tradotto, e non ho neppure fatto tutto da sola, è Eclipse, il terzo volume della saga di Twilight, sì, quello dei vampiri e i lupi mannari che se le danno di santa ragione, quello del film con tutta quella gente con quei visucci che fanno paura, bianchi come cenci, quello. Tradurre un libro del genere è come camminare sui carboni ardenti, perché non si sa mai come reagiranno i fan scatenati (ne abbiamo parlato anche qui, per dire) però è anche una bella soddisfazione quando in giro vedi qualcuno con quel libro in mano (no, qui, di questo non abbiamo parlato).

A me è capitato di entrare nel day-hospital di un reparto oncologia e vedere due persone che leggevano quel libro lì, e ho sorriso pensando che le nostre parole forse hanno alleviato qualche pena. Poi è entrata l’infermiera, trafelata come tutte le infermiere, soprattutto nei day-hospital, ha visto i libri e si è messa a raccontare del film che aveva visto il giorno prima col fidanzato. L’aria sognante era tutta merito suo, del fidanzato, però è stato bello vederla fermarsi accanto a quei letti e magari spendere due parole in più con quei due malati proprio grazie a quel libro lì.

E mi è capitato anche di ricevere la seguente convocazione per una riunione di condominio:

“Ordine del giorno: approvazione delle tabelle millesimali
approvazione del bilancio annuale
firma delle copie di Eclipse da parte di una delle traduttrici1

O l’sms da una collega “Sono in uno scompartimento, circondata da sedicenni che leggono il libro che hai tradotto tu e parlano del film e del seguito, aiuto!”2. A me piace troppo vedere i ragazzi che leggono. Possono leggere anche Moccia, fa lo stesso, l’importante è che leggano (no, l’ultimo di Bruno Vespa no, c’è un limite a tutto). Lo dice anche uno dei miei blogger preferiti, i ragazzi non leggono più. Se magari uno ha iniziato a leggere proprio perché attratto da quel libro con quei personaggi coi visucci e poi s’è ritrovato a leggerne un altro e un altro ancora, via, allora ben vengano i visucci.

Uno dice: chissà quanti soldi avrete fatto a tradurre quel libro lì. Ah ah ah ah ah, che ridere. I soldi li ha fatti al limite l’editore e non è mai una brutta cosa se uno che pubblica libri fa un po’ di soldi (be’ non facciamo di tutta l’erba un fascio, se quello lì che possiede la casa editrice che in Italia vende di più – e non solo quella, fa bene ricordarlo – guadagnasse un po’ meno, sarebbe molto meglio). Anche perché poi quell’editore con quei soldi che guadagna vendendo il libro che hai tradotto tu ci finanzia questo, o questo, o questo e tu quando li leggi e pensi ma che bei libri, poi capisci che il tuo lavoro, in fondo, è proprio bello.

E poi grazie a quel libro coi tipi con quelle brutte cere (visucci l’avevo già scritto un po’ troppe volte) ho avuto modo di prendere parte a un gran bel progetto (no, via, il link non ce lo rimetto, tre bastano, ma no, dai… vabbè se insistete eccolo), un progetto che ha coinvolto tanti colleghi che sono anche tanti amici, un progetto che ci fa girare l’Italia, portato avanti da una pazza furiosa che se non la fermiamo va a finire che piastra anche qualche premio Nobel, pubblicato da un editore operaio che vuole cambiare l’Italia. Un progetto che mi sta molto a cuore (non s’era capito, vero?) e che noto con piacere non è piaciuto solo a me. Grazie e grazie.

Poi dice che i cerchi non si chiudono. Ho cercato unimmagine per Nabelscha, ovvero osservazione dellombelico, omfaloscopia, e mi è venuta fuori questa.

Poi dice che i cerchi non si chiudono. Ho cercato un'immagine per "Nabelschau", ovvero osservazione dell'ombelico, omfaloscopia, e mi è venuta fuori questa.

——————————————————————————————————————-

1 che poi eravamo due traduttrici e un traduttore.

2 le ho risposto “Se ti rompono le scatole, minaccia di svelare il finale: la madre è lui con la parrucca.”

Annunci

Commenti»

1. unatraduttrice - 8 dicembre 2008

ma ti sono per caso fischiate le orecchie in questi giorni? no perché noi (cioè alcune delle tue amiche, ma anche alcuni dei tuoi amici) abbiamo tanto parlato di te. io, poi, mi sono resa conto che non ti abbiamo fatto una telefonata quand’ero in aeroporto, ormai sola e in procinto di mettermi in volo. e comunque ci sei tanto tanto mancata.

2. calvin - 9 dicembre 2008

anche io ho parlato di te, ma solo bene, giuro. e la pazza furiosa mi ha inoltrato il tuo bacio, che, va da sé, ricambio.
se hai letto il mio commento sul blog della furiosa, avrai visto che oggi sono lievemente patetica. ergo lo ricambio con il trasporto ovvio, e un po’ commuovendomi per tutto questo mondo di affetti belli e di teste pensanti in cui sono finita ultimamente, un po’ per caso e un po’ per fortuna, e nel quale tu e la pazza, a voler fare un’ideale classifica, rimanete saldamente in testa.

p.s. l’ho letto, quello che hai scritto sul mestiere di riflettere. e ne viene fuori una te tanto bella e divertita che ora ho una voglia pazza di organizzare un vertice lazio-sicilia-toscana per rivederci tutte.
ecco, m’è venuto un attacco di solitudine romana e carineria diffusa.
ma t’avevo avvertito o no che oggi sono patetica?
🙂

3. arancioeblu - 9 dicembre 2008

A me piace troppo vedere i ragazzi che leggono. Possono leggere anche Moccia, fa lo stesso, l’importante è che leggano

questa è una frase molto pennac-hiana,che io condivido pienamente.
ma se mio nipote sedicenne non la smette di leggere solo ken follet passo alle maniere forti (forse)

4. giulias83 - 9 dicembre 2008

Capisco il tuo orgoglio meritato, è sempre bello vedere i frutti del proprio lavoro letti e amati da qualcuno. Tuttavia, Mark Twain ha detto: “Un uomo che non legge buoni libri non ha alcun vantaggio rispetto a quello che non sa leggere”. E chi sono io per contraddire Mark Twain?
Scherzi a parte, spero anch’io, come te, che la lettura della Meyer porti qualcuno ad andare oltre, a scoprire ben altri capolavori e a superare presto la fase “edward 6 tpp bnazzo ti amo!”. E per il momento, complimenti per il tuo lavoro!

5. vale - 10 dicembre 2008

cara, benvenuta nel club. io ho tradotto tante di quelle cazzate che manco me le ricordo più, ma poi a un certo punto ti arriva quella email di quella lettrice che ha telefonato in redazione per cercarti e ti dice che si è fatta veramente quattro risate di cuore…
be’, insomma, io le conservo tutte.

6. Barbara - 10 dicembre 2008

Io non faccio testo. In senso proprio letterale, in senso che io non scrivo nè tantomeno traduco.
Però ti ho amato (linguistico-stilistico-letterariamente) a prescindere e a prescindere ti stimo pure qui.
Aggiungerei: tiè.

7. Anna - 11 dicembre 2008

Da buona ultima passo a salutare, a confermare che a Roma sei stata “nominata invano” più di una volta (ti divinizziamo addirittura! che volere di più?) e a complimentarmi per i commentini che si leggono passando con il tasto destro del mouse sui link del tuo post qui sopra. Siamo al meta-meta-blogging. Chapeau!

8. Rudi - 12 dicembre 2008

Penso anch’io che va bene tutto, persino Vespa, purché si legga. E il discorso vale anche per tutto ciò che viene tradotto: ogni libro lo merita, e a chi fa quel mestiere non si può chiedere altro che farlo bene.

9. arancioeblu - 15 dicembre 2008

sembra anche una storia che raccontò Jovanotti, forse anche ne “Il grande boh!”:
era in patagonia per il suo famoso viaggio in bici e in un supermercato di uno sperduto paesino alla radio trasmettono “Bella”. la commessa la canticchia, mentre gli fa il conto e lui, tutto felice, ha resistito alla tentazione di dirle “ehi, guarda che quello che canto sono io!”


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: