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Un altro archetipo dei nostri tempi 16 giugno 2009

Posted by chiaradavinci in supercalifragilisti.
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Rispolvero la rubrica di Omfaloscopia “Un archetipo dei nostri tempi” (di cui , ricordiamo, facevano parte Galliani biondo, il cinese pittato, la casalinga di Voghera e Gianni Morandi) per raccontare un siparietto di vita vissuta unico e irripetibile.

Mi stavo cambiando negli spogliatoi della piscina comunale di Empoli, quando  mi si avvicina la signora addetta alle pulizie – sulla cinquantina, calata meridionale, altezza sotto il livello del mare, capello tipo signora Fletcher ma tinto di rossiccio con l’Uniposca, vene varicose d’ordinanza – e con fare sospetto mi chiede “Lei lavora in televisione, vero?”. “Sì, certo, faccio la velina bionda, ma solo i giorni dispari, quelli pari canto le sigle dei cartoni animati”. “Non faccia la spiritosa, io l’ho vista in televisione a parlare di libri”.  Touché.  Aveva ragione. Ogni tanto presento dei libri in città, intervisto anche qualche autore e le serate vengono riprese e trasmesse in differita da una televisione locale, ma credevo che mi avessero visto solo mia madre e le sue amiche (obbligate da lei con la forza e poi interrogate a sorpresa per vedere se stanno attente). “Lei dovrebbe andarci più spesso, in televisione. Parla sempre di libri interessanti. Ad esempio quello dei malati terminali (ndr L’ultima lezione di Randy Pausch) mi ha fatto piangere come una fontana, ma poi sono stata bene. Oppure quello del travestito che se la faceva con l’impiegato comunale (ndr Un’inquilina particolare di Emiliano Gucci), un po’ improbabile, ma magari ha aperto gli occhi a qualche razzista puzzone. Quell’altro, quello del maiale (ndr L’era del porco del sempre sia lodato Gianluca Morozzi) , l’ho capito un po’ meno, ma probabilmente non ho l’eta giusta e lo scrittore aveva una faccia che non mi convince molto. Per caso è in galera? Ah, e poi se non sbaglio lei ha tradotto quella roba lì sui vampiri, ma non la leggo, sa, è proprio robaccia”.

Ecco, quando mi chiedono perché uno dovrebbe studiare lingue o lettere se poi fa la fame, finora non sapevo cosa rispondere. Adesso lo so. Perché poi incontra l’inserviente della piscina comunale di Empoli che gli racconta tutte queste belle cose.

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Commenti»

1. unatraduttrice - 16 giugno 2009

pensa che quando ho cominciato a leggere ho immaginato che la signora ti avrebbe chiesto dove avevi lasciato brad e il resto della famiglia 😉

2. chiaradavinci - 16 giugno 2009

no, tradu, li aveva visti a bordo vasca 😉

3. Mammamsterdam - 18 giugno 2009

Senti, ma è l’eleganza del riccio o le annate di amministrazione di sinistra a produrre una signora così? Chapeau alle piscine di Empoli.

4. arancioeblu - 18 giugno 2009

la signora delle pulizia della piscina comunale di empoli ricorda la portinaia de L’eleganza del riccio

5. arancioeblu - 18 giugno 2009

ops, non avevo letto i commenti

6. chiaradavinci - 18 giugno 2009

Ecco, l’eleganza del riccio è uno di quei libri che ho comprato ma non ho letto (come diceva qualcuno “loro sono in tanti a scrivere e io una sola a leggere…”), quindi non posso dire nulla sul paragone, ma la signora della piscina esiste, resiste e lotta con noi. Caso raro in cui la realtà supera la fantasia.


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