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Scampato pericolo 29 aprile 2009

Posted by chiaradavinci in egolalia, Internazionale.
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Sì, ho davvero parecchio da invidiare a voi che siete sempre di corsa...

"Sì, ho davvero parecchio da invidiare a voi che siete sempre di corsa..."

L‘Ailuropoda melanoleuca, ovvero il panda gigante della regione del Sichuan, è ancora in via d’estinzione, ma ci tengo a tranquillizzare i lettori preoccupati per una mia eventuale svolta a destra. Dopo aver letto questo e questo, è chiaro che non voterò PD.

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Confessioni di una minoritaria 30 marzo 2009

Posted by chiaradavinci in Internazionale.
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Dicevamo qualche giorno fa da un’altra parte che nelle minoranze ci stiamo bene. Anzi, dicevamo proprio che ci sguazziamo, quindi per questo, ma non solo, avevo accuratamente evitato di ascoltare l’intervento di Debora Serracchiani all’assemblea del PD.

Piaceva a tutti, giovani, vecchi, ex-comunisti, ex-democristiani, ex-veltroniani, persino agli juventini e ai blogger, quindi no, non poteva piacere a me.

Questa Debora (oddio, è pure senz’acca) ha fatto però l’errore di andare nel mio programma di nicchia (e quindi in un certo senso di minoranza) preferito, quello della moglie dell’unico pisano che non ho ancora sdoganato, con la sigla di uno dei miei pisani preferiti, insomma, è andata dalla Bignardi e lì me la sono dovuta sorbire (sì, un po’ obtorto collo, mentre stiravo, nelle repliche del sabato sera).

E mi è piaciuta. Perché ha detto cose sensate.

Tipo che è l’ora di farla finita coi ma anche, ognuno dica la propria, bisogna confrontarsi, dialogare, anche scannarsi, ma poi bisogna contarsi, vedere qual è l’idea della maggioranza, trovare una linea di sintesi – ehm, Hegel, sì Hegel – e sostenere quella. Ovviamente senza diktat e senza imposizioni dall’alto, ognuno continuerà a pensare liberamente quel che vuole, però il partito seguirà quella linea lì. In fondo sono di mezzo due concetti da minoranza quali la coerenza e la democrazia.

Oppure che è il caso finalmente di fare opposizione da sinistra o da centrosinistra, ma di  farla, e di non lasciare tutto in mano a Di Pietro (e a Grillo, aggiungo io), che con la sinistra e il centrosinistra, in fondo, ha davvero poco a che vedere.

Ha detto anche che i dirigenti dovrebbero credere un po’ di più in quel che fanno, perché ora come ora sembra crederci solo la base, che la ripresa è una questione di mentalità, non di ottimismo e ha fatto una lunga lista di cose in cui non possiamo riconoscerci e da cui dovremmo partire.

Queste cose sensate le ha dette con il linguaggio che userebbe una persona di buona cultura, quindi né l’intellettuale di partito (alla Ven… ronf zzz… tola), né il letterato (vedi Saviano o la Mazzantini che ti fanno calare le cose dal cielo e hanno delle pose che nemmeno Eleonora Duse), né Borghezio. Dimostrando che se si parla chiaramente, in modo conciso, col sorriso sulle labbra e con dei contenuti sensati, be’, la gente ci capisce.

Se i dirigenti del PD ci ripensano, la chiamano, la ascoltano e mettono in atto quello che dice (non facendole fare la fine di Irene Tinagli), può darsi anche che  lasci perdere le minoranze e voti PD.

Ignoranza canaglia 22 febbraio 2009

Posted by chiaradavinci in Internazionale.
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Soru aveva ragione anche su questo (segnalo sia il blog di Gennaro Carotenuto che quello di Alessandro Robecchi, un po’ di controinformazione intelligente non fa mai male).

Di uomini e posti (giusti e sbagliati) 2 19 febbraio 2009

Posted by chiaradavinci in Internazionale.
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Facciamo a cambio o compriamo una vocale?

Di uomini e posti (giusti e sbagliati) 17 febbraio 2009

Posted by chiaradavinci in Internazionale.
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Ha preso il 5% in più dei voti della sua coalizione, chi è che ha perso davvero?

Ha preso il 40% delle preferenze alle primarie, chi è che ha perso davvero?

L’ex-uomo più ricco d’Italia dice cose di sinistra 8 novembre 2008

Posted by chiaradavinci in Internazionale.
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E sembra essere rimasto l’unico.

Oggi sempre più viva la Sardegna.

P.S. Alla prossima operatrice Tim che mi chiama e maledice Soru in diretta quando le dico che sono abbonata Tiscali e molto soddisfatta, peste la colga.

Ah, be’, se era un’idea di Berlinguer… 23 ottobre 2008

Posted by chiaradavinci in Internazionale.
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Scioccata, ricevo e pubblico.

Tra la via Emilia e la via Emilia 13 giugno 2008

Posted by chiaradavinci in Internazionale, lector in fabula, metablog, scanzonamenti.
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Ho appena finito di leggere un altro libro di Morozzi e ho iniziato giusto giusto quello di Nori. Il problema del Morozzi è che è del Bologna, e non si può scrivere un romanzo russo su un tifoso del Bologna, non va bene. E se sei tifoso del Bologna poi va che ci metti dentro una partita dell’Inter che l’Inter non ha mai giocato, al romanzo che non sarà mai russo. Mentre il problema del Nori è che scrive in un modo che ti si appiccica addosso e finisci per scrivere anche tu, come il Nori.

Però sono due gran signori scrittori. Non c’è nulla da dire, oh, scrivono bene. E scrivono bene che tu lo capisci, che scrivono bene. E scrivono bene che tu capisci anche quello che scrivono. E ti viene subito voglia di comprarne e leggerne un altro, di romanzi loro. Ora qui non sto a tirare fuori il discorso delle ciliegie, però ci starebbe bene.

Ecco, sono tutti e due dell’Emilia Romagna, uno di Bologna (nel suo caso è anche un po’ un limite, ma fa niente) e l’altro di Parma. Che il Parma è pure una squadra simpatica, gemellata con l’Empoli da sempre, e andrebbe pure bene per questo, ma a lui sembra che del calcio non gliene frega nulla. Però ero partita col dire che sono tutti e due dell’Emilia Romagna e questa è una bella cosa. E se li metti accanto ai cantanti che sono dell’Emilia Romagna, che so Guccini giusto per citarne uno, o Ligabue, i Modena City Ramblers, Pierangelo Bertoli, che lui non lo rammenta mai nessuno ma era uno parecchio ganzo, i Nomadi, ma sì dai mettiamoci pure loro, e non dimentichiamoci di Gianni Morandi (perché il Morozzi l’ha scritto un libro sui cantanti dell’Emilia, ma Morandi mica ce l’ha messo, e ha fatto male). Se li metti accanto a tutti questi e pensi che sono nati tutti in Emilia Romagna, e che in Emilia Romagna sono nati pure il Nori e il Morozzi, giusto per citare solo due degli scrittori di quelle parti, che non ne cito altri sennò me ne dimentico qualcuno e quello si offende. Se pensi che in Emilia Romagna sono nati tutti questi qua, capisci che in fondo sessant’anni di amministrazioni di sinistra sono pur servite a qualcosa.

Che se un giorno nascono un Morozzi, due Nori, tre Bertoli e due Morandi in Veneto (no, un altro Guccini non nasce mica, nemmeno in Emilia Romagna mi sa) uno poi pensa che anche la Lega è una bella cosa.

Fischia il vento 25 aprile 2008

Posted by chiaradavinci in Internazionale.
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io son d’un’altra razza… 3 aprile 2008

Posted by chiaradavinci in egolalia, Internazionale.
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ho ceduto, ho fatto anch’io il test e sono risultata, come temevo, bombarola.

e perché più in là non c’era posto.

duepunti trattino chiusaparentesi, anzi dimaiuscola 11 marzo 2008

Posted by chiaradavinci in Internazionale.
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La vittoria di Zapatero ha dimostrato che si possono vincere le elezioni se non ci si vergogna a dire e fare cose di sinistra. In economia non è stato granché socialista – del resto era quasi impossibile fare diversamente – però ha svecchiato la Spagna, ha dialogato con tutti, amici e nemici, e ha messo a tacere i vescovi.

“Mano tesa, ma ferma”, senza se e senza ma anche.

E ora, pur facendo finta di nulla, ci possiamo concentrare sulla partita di stasera, mantenendo il lemma della campagna elettorale spagnola (gufi avvisati)

Defender la alegría 6 marzo 2008

Posted by chiaradavinci in Internazionale.
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Le grandi questioni della vita 4 27 febbraio 2008

Posted by chiaradavinci in Internazionale.
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Perché la sentenza Bosman non vale in politica?

In un giorno d’ottobre 9 ottobre 2007

Posted by chiaradavinci in da vinci's family, Internazionale, Maestri.
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In un giorno d’ottobre di qualche anno fa se ne andava una persona che per me è stata più di un punto di riferimento. Un uomo che mi ha insegnato tanto, prima di tutto a pensare internazionale. Un uomo dal sorriso immenso, che aveva macinato chilometri su chilometri e non era mai sceso a compromessi con la sua coscienza. Un uomo di una sincera trasparenza, che per sicurezza personale guidava a destra ma votava a sinistra. Un uomo d’altri tempi, tutto d’un pezzo, ma che credeva che bisogna essere duri senza mai perdere la tenerezza.

Il 9 ottobre del 1994 se ne andava mio nonno Roberto.

Il 9 ottobre di quaranta anni fa se ne andava anche qualcun altro, ma l’hanno già ricordato nel migliore dei modi.

Definizioni 2 ottobre 2007

Posted by chiaradavinci in Internazionale, mens sana in corpore sano?.
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Quest’inverno la mia palestra pisseroscìcche ha un’offerta per gli ultrasettantenni: l’abbonamento mattutino costa solo 20 euro. I vecchietti si accalcano sulle cyclette credendosi Girardengo, e stamani uno ha avuto una vera e propria illuminazione: “Ora s’aspetta il Partito Democratico. Ma che vorrà dire democratico? ‘Un sarà mica l’abbreviazione di democraticocristiano?” Il 14 ottobre voto lui.

padri del PD