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Auguri inimitabili 23 dicembre 2008

Posted by chiaradavinci in auguri, Maestri.
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Hey hey Many Many, rock and roll will never die 16 dicembre 2008

Posted by chiaradavinci in da vinci's family, Maestri.
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L’orsacchiotto preferito di Leonardo si chiama Manfred, come il signore che per anni ha diretto la sezione dell’ASL di Friburgo dedicata agli studenti (perché sì, l’ASL tedesca ha una sezione speciale per gli studenti). Ricordo la prima volta che sono entrata nel suo ufficio, fresca fresca di Erasmus, col mio Ecccentoqualcheccosa in mano e tanta paura. Un signore trai quarantacinque e i cinquanta (io avevo poco più che vent’anni, sì, era un signore) coi baffi e gli occhiali scuri mi accolse, dandomi la mano, e poi andò a preparare un caffè per tutti e due. Le pareti dell’ufficio erano tappezzate di foto di Elvis, versione anni Settanta: ciuffo, frange e scarpe di serpente (no, Laura, il brillante in pieno dente, no…). Guardando meglio mi accorsi che non era Elvis, ma il signore stesso, e mi stette già più simpatico. Tornò col caffè, guardò il mio Eccentoqualcheccosa e scosse la testa. Io provai a dirgli che anche mio padre lavorava all’Asl e che se c’era qualcosa che non andava potevamo provare a chiamarlo.  Lui scosse di nuovo la testa,  disse (con un accento del Baden-Württemberg che nemmeno Udo della Clinica della Foresta Nera): Signorina, lei crede forse che suo padre sia l’unico dipendente dell’Asl al mondo con poteri magici? Il problema glielo risolve subito Manfred, e se avrà di nuovo bisogno, mi chiami a questo numero e mi mise in mano un biglietto da visita con su, manco a dirlo, la foto di Elvis e due lustrini. Oh yeah.

Gli anni passarono, e a me questo Manfred era rimasto nel cuore, ogni tanto passavo per offrirgli un caffè, per fare due chiacchere o per portargli i soliti Eccentoqualcheccosa e fargli scuotere allegramente la testa. Nel frattempo avevo scoperto che era una specie di celebrità lì a Friburgo. Non solo era il cantante leader della celebre band Many and the teddyshakers (e adesso si capisce il perché del nome del pupazzo), ma era pure impegnatissimo con associazioni filantropiche, sempre attento ad aiutare i giovani musicisti locali, in prima linea nella lotta al razzismo e impegnato in politica. Coi verdi, che in Germania hanno delle gran palle.

Quando io e il dring andammo a vivere insieme, ce lo ritrovammo come vicino. Si fermava sempre a chiederci come stavamo, col suo sorriso a quaranta denti e l’immarcescibile accento badisch anche quando tentava di parlare spagnolo (perché lui mandava parte dello stipendio ai bambini di un orfanotrofio di Cuba, e andava spesso a trovarli, perché ich bin ein alter Sozialist, und auch etwas mehr, sozusagen…). E sempre due parole sull’Inter o sul Barça, nonché sul Freiburg e sulla fortuna che il club aveva avuto dandomi lavoro.

Quando andai a salutarlo prima di tornare definitivamente in Italia, dieci anni esatti dopo quel primo ingresso nel suo ufficio, lo vidi commosso, e ricordo che mi chiese di portargli a conoscere i nostri figli, quando sarebbero arrivati.

Noi siamo appena tornati da Friburgo, tutti insieme. Marlonbrando ha scoperto la neve, i Wurst e gli Spätzle, ma non ha potuto conoscere Manfred. Quello con le frange e il ciuffo, voglio dire, perché se n’è andato lo scorso settembre, a sessantadue anni, e mi dicono che ha sorriso pure in faccia al cancro.

Many rocks on

Many rocks on

Arivadino, siori… 28 novembre 2008

Posted by chiaradavinci in lector in fabula, Maestri, traduzione.
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Ci sono uomini, mezzi uomini e quaquaraqua. E ci sono donne, mezze donne, quaquaraqua e poi gli extra Susi e (Holy)Ross, che  stasera a Torino, alla Torre di Abele in via Pietro Micca, ore 18 presentano

Siccome queste due donne è impossibile non amarle, seguitele.

Auguri 24 ottobre 2008

Posted by chiaradavinci in Maestri.
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Oggi quest’uomo avrebbe compiuto 48 anni:

Ecco.

Che la forza sia con noi 3 ottobre 2008

Posted by chiaradavinci in egolalia, Maestri.
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Dedicato a chi sta messo suppergiù come me adesso.

Una questione d’apostrofo 13 gennaio 2008

Posted by chiaradavinci in Inter (nazionale), Maestri.
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ora possono anche rubare un pareggio a Catania.

– 10: la vecchia s’ignora.

in memoria di Peppino
(avrebbe potuto dirla lui)

Regali inattesi e brindisi 17 dicembre 2007

Posted by chiaradavinci in egolalia, Maestri, supercalifragilisti.
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Non chiedetemi chi, né come, né perché, ma mi hanno regalato questo:

lambrusco-nomade2.jpg

una bottiglia di Lambrusco vagabondo, vino a tiratura limitata per gli amici dei Nomadi. Qualcosa mi fa pensare che ne avranno regalata una anche al loro primo parolamusichiere e me la bevo anche alla sua salute. Anche.

Brecht à porter 15 novembre 2007

Posted by chiaradavinci in Maestri, metablog.
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Non che ce ne fosse bisogno, però ho appena avuto la conferma dell’estrema attualità dei classici. Me l’ha data Bertolt Brecht (segue ovazione in varie lingue).

Sto scrivendo un articolo sul rapporto tra lui e Wolf Biermann (uno che l’ovazione ce l’ha di serie) e ho riletto giusto ieri un suo scritto sul teatro epico, sullo straniamento e sull’effetto che una rappresentazione deve avere sullo spettatore. Uno scritto che mi ha fatto ripensare allo scambio di vedute che abbiamo avuto in questi giorni in merito a Facebook.

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Di dei e di addii 18 ottobre 2007

Posted by chiaradavinci in egolalia, Maestri, metablog, scanzonamenti.
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Sto scoprendo pian piano il piacere di trasformare un commento mio su altri blog o il commento di altre persone qui su Egolalia in un post a sé stante. Mi crogiolo nell’approfondire le riflessioni altrui, anche se poi il discorso prende in genere tutta un’altra piega. Tanto oramai credo di essere campionessa mondiale di salto di palo in frasca.

Con nandina ieri ci siamo lasciate andare a nostalgie da Gerovital, a commenti da fanatiche di un avvinazzato in là con gli anni, e da allora non mi tolgo dalla testa il verso di Farewell Angelina di Bob Dylan: “The triangle tingles and the trumpet plays slow”. È un omaggio di Guccini alla moglie Angela, la madre di Teresa-Culodritto, da cui si era appena separato quando ha scritto la sua Farewell (1994).

Addio Dylen...

(dopo questa foto, io ho detto addio a Robert Zimmermann)

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In un giorno d’ottobre 9 ottobre 2007

Posted by chiaradavinci in da vinci's family, Internazionale, Maestri.
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In un giorno d’ottobre di qualche anno fa se ne andava una persona che per me è stata più di un punto di riferimento. Un uomo che mi ha insegnato tanto, prima di tutto a pensare internazionale. Un uomo dal sorriso immenso, che aveva macinato chilometri su chilometri e non era mai sceso a compromessi con la sua coscienza. Un uomo di una sincera trasparenza, che per sicurezza personale guidava a destra ma votava a sinistra. Un uomo d’altri tempi, tutto d’un pezzo, ma che credeva che bisogna essere duri senza mai perdere la tenerezza.

Il 9 ottobre del 1994 se ne andava mio nonno Roberto.

Il 9 ottobre di quaranta anni fa se ne andava anche qualcun altro, ma l’hanno già ricordato nel migliore dei modi.

History will teach us nothing 28 settembre 2007

Posted by chiaradavinci in Internazionale, Maestri, traduzione.
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Qualcuno ricorda che il colpo di stato di Pinochet è avvenuto un 11 settembre di qualche anno fa. Un cerchio che si chiude con violenza, un eterno ritorno di brutture.

Questa invece sembra una citazione da una poesia del mio Wolf Biermann:

In Santiago, im blutigen Jahr
Da fielen so viele, zu viele
Und das ist Chile in einem Wort:
Ein Mann filmt seinen Mörder beim Mord!

Ach, Macht kommt aus den Fäusten
Und nicht aus dem guten Gesicht
Aus Mündungen kommt die Macht ja
Und kommt aus den Mündern nicht […]

Du siehst bei der Arbeit mit der MP
Besonders dies Vieh, dieser Bulle mit Stahlhelm
Wie der an den Kiefer die Knarre preßt
Und wie er sich Zeit läßt beim Zielen, beim Zielen…
Der Kameramann zielt genau auf den Mann
Der Mann legt auf die Kamera an
Dann wackelt das Bild, der Film reißt ab
– das ist es, was ich gesehen hab:

Ach, Macht kommt aus den Fäusten
Nicht nur aus dem guten Gesicht
Aus Mündungen kommt die Macht ja
Und kommt aus den Mündern nicht

(A Santiago nell’anno del sangue
morirono in molti, in troppi,
questo è il Cile in due parole:
un uomo filma l’aguzzino che l’ammazza!

Il potere si ottiene coi pugni
non con le mani pulite
il potere è nella bocca delle armi
non nella bocca della gente […]

Si vede dal gesto del militare
quella bestia, lo sbirro con l’elmetto,
gli preme il fucile sul mento
e prende la mira con calma, la mira…
Il cameraman mira all’uomo
l’uomo mira alla camera
poi l’immagine balla, la pellicola salta
– ecco cosa ho visto:

Il potere si ottiene coi pugni
non con le mani pulite
il potere è nella bocca delle armi
non nella bocca della gente.

(Traduzione, libera, mia)

Non intendevo questo quando dicevo che il tempo è una marmellata, ma la frase si può leggere anche così. Il presente è appiccicato al passato. In questa massa condensata tutto resta uguale, nulla cambia. E di dolce c’è ben poco.