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Altre frequenze

Questo non è l’unico blog che mi ospita, scrivo anche su Omfaloscopia, insieme a Featheryca.

 

Da òmphalos – ombelico – e skopèin – guardare – ovverosia quello che i tedeschi chiamano Nabelschau.1 L’osservazione dell’ombelico (nel nostro caso di un gruppo di traduttori), l’esasperazione del proprio limitato microcosmo a macrocosmo esagerato e universale.

 

Il blog è nato nel 2005, al rientro da un’esperienza incredibile quale la BCLT, scuola estiva di traduzione letteraria, a Norwich. All’inizio Omfa era l’espressione di un collettivo, di quel preciso gruppo, poi è andata via via svuotandosi, fino a che non siamo rimaste la Feather e io (lì Chiara Jolie).
Dopo un paio d’anni di alti e bassi, di concentrazione sull’ombelico dell’una o dell’altra, nel 2007 Omfaloscopia ha deciso di cambiare forma, dando vita a Vivi come parli e a Egolalìa chiara e tonda. Ci siamo infatti accorte che due ònfaloi al prezzo di uno non si possono avere e che non è giusto obbligare chi è interessato a sapere qualcosa di più sulle vicende ombelicali dell’una a esperire anche quelle dell’altra.
Il blog non ha chiuso, ma è diventato espressione delle conversazioni (via Skype, per telefono e se mai ci riusciremo vis-à-vis) delle due omfaloscopiche traduttrici. Conversazioni che portano spesso a illuminazioni sulle grandi questioni della vita, all’invenzione di neologismi di rara finezza intellettuale e all’invettiva contro il Milan, Bush, il Papa e il budello di su’ ma’ vestito da zorro (o da pirata, a scelta, con o senza cinture della Stefanel).


1Secondo il Duden: übertriebene, narzisstische Beschäftigung mit der eigenen Person, Gruppe, Institution.

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