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Io non capisco la gente che non ci piacciono i crauti 4 3 febbraio 2009

Posted by chiaradavinci in viaggi e miraggi.
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E’ possibile che dobbiamo invidiargli anche i democristiani?

Natale in Germania 5 dicembre 2007

Posted by chiaradavinci in Senza categoria.
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No, non è il nuovo film dei Vanzina. È solo che è iniziato l’avvento, l’Adventszeit tedesco.

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Brecht à porter 15 novembre 2007

Posted by chiaradavinci in Maestri, metablog.
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Non che ce ne fosse bisogno, però ho appena avuto la conferma dell’estrema attualità dei classici. Me l’ha data Bertolt Brecht (segue ovazione in varie lingue).

Sto scrivendo un articolo sul rapporto tra lui e Wolf Biermann (uno che l’ovazione ce l’ha di serie) e ho riletto giusto ieri un suo scritto sul teatro epico, sullo straniamento e sull’effetto che una rappresentazione deve avere sullo spettatore. Uno scritto che mi ha fatto ripensare allo scambio di vedute che abbiamo avuto in questi giorni in merito a Facebook.

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Di libri, prassi e buone maniere 31 ottobre 2007

Posted by chiaradavinci in traduzione.
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A me piace molto fare opera di scouting letterario. Ordino i miei bei librini tedeschi su Amazon, me li leggo per benino, preparo delle accurate schede di lettura e poi cerco la casa editrice cui presentarli.

Mi piace ed è anche un ottimo investimento per il futuro.

La settimana scorsa ho scritto a tre case editrici tedesche per sapere se avevano già venduto i diritti di altrettanti romanzi. La prima che mi ha risposto lo ha fatto con estrema gentilezza, dopo un paio d’ore. Chiamandomi per nome, mi ha detto che purtroppo il libro è già in traduzione ma che d’ora in avanti mi avvertiranno ogni volta che avranno delle nuove uscite e che si augurano che in una prossima occasione andrà meglio. Le altre due mi hanno risposto subito dopo, sempre chiamandomi per nome e dicendo che per l’Italia si affidano a un’agenzia. Mi hanno invitato a scrivere alla stessa, dicendo che avevo parlato con loro e che loro erano d’accordo con che preparassi una scheda di lettura da presentare alle varie case editrici italiane, qualora i diritti non fossero ancora stati venduti. Detto fatto.

Dopo quattro giorni (non poche ore, quattro giorni) mi è arrivata questa risposta:

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Boyscout, zucche e ventolin 30 ottobre 2007

Posted by chiaradavinci in egolalia.
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Estete parati Chi come me è appassionato del Batman anni ’60 sa che il motto dei boy-scout è essere sempre pronti (i perfettini sabelotodo saranno lì pronti a ricordarci che in latino è estote parati, stavolta li frego). A me i boy-scout sono sempre stati antipatici, ma non è per questo che non sono mai pronta a nulla.

Negli anni in cui ho vissuto in Germania, era una tragedia.

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Di matematica e imbecilli 12 ottobre 2007

Posted by chiaradavinci in beato il popolo....
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Uno, due e tre.

Ecco le prove lampanti del fatto che gli imbecilli e le persone intelligenti sono distribuiti equamente in ogni nazione. Ora non chiedetemi, come fa regolarlmente il dring, di quale tipo di distribuzione sto parlando, perché non è aria.

Nessuno, poi, mi toglie dalla testa che se l’America fosse un paese democratico1 il mondo negli ultimi sette anni sarebbe stato molto diverso.


1Gore aveva preso più voti di quell’altro.

Wundertüte e Strudel (ja Kartoffel e Weltanschauung) 11 ottobre 2007

Posted by chiaradavinci in gnocchi seautòn.
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Wundertüte è una di quelle parole tedesche, meravigliose e intraducibili, che tanto mi affascinano. O meglio, una traduzione ci sarebbe anche, “sacchetto delle meraviglie” o “borsa piena di sorprese”, ma vuol dire tutto e nulla.In Germania invece è un contenitore – in genere a forma di cono – pieno di dolciumi e piccoli giochi, che viene regalato ai bambini il primo giorno di scuola.

Wundertüte Il dring, che ha frequentato una deutsche Schule in Spagna, mi ha detto che in genere gli alunni delle ultime classi li preparano alle matricole, ma non so se è così dappertutto.

Da quando ci siamo iscritti a un GAS (Gruppo di Acquisto Solidale) ogni mercoledì andiamo a ritirare tutti i nostri prodotti biologici: latte, yogurt, formaggi, frutta, pane e una borsa contenente verdure di stagione miste. Io pago tutte le settimane 5 euro e mi consegnano un bel sacchettone con l’insalata appena colta, le zucchine, le carote, le patate, i finocchi, i cetrioli, i ravanelli, ma anche verdure che per me crescevano su Marte, tipo la verza, il cavolo nero, la rapa bianca (lo ammetto: l’ho usata per fare un centrotavola!) e la barba di frate. Ogni settimana ci lasciamo sorprendere e apriamo ansiosi il sacchetto magico che, ovviamente, abbiamo ribattezzato Wundertüte.

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Io non capisco la gente che non ci piacciono i crauti 2 1 ottobre 2007

Posted by chiaradavinci in viaggi e miraggi.
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Mi piacerebbe molto leggere questa notizia sui nostri giornali. Tra l’altro guardo spesso il telegiornale di ARD e in confronto a quelli della televisione italiana – privata o pubblica che sia – è la sagra dell’oggettività, l’apoteosi del contenuto, un concentrato di tempo presente . E continuo a non capire la gente che parla male dei tedeschi.

Io non capisco la gente che non ci piacciono i crauti 15 settembre 2007

Posted by chiaradavinci in Senza categoria.
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Ieri al telegiornale di Sky hanno fatto un servizio su come in Europa è stata accolta la notizia della sentenza di condanna alla McLaren, per la famosa spy-story ai danni della Ferrari. La risposta più frequente al sondaggio fatto in Italia – dove siamo tutti chiaramente filoferrari – è stata “La sentenza è stata troppo mite” (ricordiamoci, poi, che siamo quelli che hanno dichiarato innocente Andreotti). In Inghilterra e Spagna – dove sono rispettivamente pro-Mc Laren e pro-Alonso, pilota della McLaren – hanno risposto “La sentenza è stata troppo dura”. In Germania invece – dove dovrebbero essere tutti pro-Mercedes, la casa automobilistica legata alla McLaren hanno risposto “Non ce ne frega nulla, ci sono cose più importanti cui pensare”. Io non capisco la gente che parla male dei tedeschi.

E tu, in che fase sei? 28 agosto 2007

Posted by chiaradavinci in Senza categoria.
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In Germania qualche anno fa era di moda parlare per fasi pseudofreudiane. In realtà non so se era proprio una moda generalizzata, o se era limitata alla cerchia di amici del mio unico ex-fidanzato tedesco, strano come un cane verde, ma tant’è. Per esempio – un esempio a caso, senza pensare a chi vive con me e fino a poco tempo fa era detto ingegnere filippino – se eri fissato con le pulizie, ti chiedevano: Bist du gerade in Deiner Putzphase?1 , se uno faceva regali a destra e a manca: Bist du gerade in Deiner Spendephase?2, e così via.

Nella nostra famiglia certe espressioni restano appiccicate come zecche, e passano addirittura da una lingua all’altra. Quindi questa storia delle fasi, ora, l’applichiamo sia all’italiano che allo spagnolo. ‘Ma tu non esci mai dalla fase rompicoglioni?’ chiede quasi quotidianamente il dring alla sottoscritta. ‘Speriamo che questa fase ora-carico-la-macchina-col-goniometro (e pure pesando le valigie per distribuire meglio il peso, tutto vero) passi presto’ rispondo io.

Da quando c’è marlonbrando, è tutta una fase. Oltre a quella del ciucciamento, in cui portava tutto alla bocca, con predilezione per la coda di Pulcinea del Toboso3, ne ha viste di tutti i colori.

Un mese fa, ogni volta che lo mettevamo nella vasca per fare il bagnetto, lui si concentrava e la faceva, poi si alzava in piedi, la guardava e ce la mostrava tutto soddisfatto. Era la fase dell’autodeterminazione escrementizia, quella del defeco ergo sum. Una bella fase, non c’è che dire. Comunque, è sempre meglio di quella del goniometro.

In Spagna ha attraversato la fase Robin Hood. In spiaggia si avvicinava ai bambini che avevano più giocattoli di lui, socializzava amorevolmente e, senza che se ne accorgessero, cioè senza colpo ferire, né agire con prepotenza, sottraeva loro, un pezzo alla volta, tutto il tesoro. Poi si voltava e riprendeva a giocare da solo coi i loro giochi, mentre quelli, increduli e ignari di cosa fosse successo, piangevano. È detta anche fase Arsenio Lupin, fase dell’abolizione della proprietà privata o della paraculite acuta. Nel frattempo divorava chili di sabbia, ma sempre e soltanto col cucchiaio, perché signori si nasce.

Al mare ha avuto pure una fase fetish. Era fissato sui piedi della gente, non poteva sopportare che qualcuno fosse scalzo e, come vedeva una scarpa, doveva provarla a tutti finché non trovava il legittimo proprietario. Questa fase è detta anche del principe azzurro.

Adesso sta attraversando la fase Vissani, ovvero: “decido io cosa mangiare. Il latte è da lattanti, le pappe sono da pappanti, voglio mangiare da solo (con i mei 8-denti-8), con la forchetta ed esclusivamente cose dure, come me.” Oppure le crocchette al pollo del cane. Non ha ancora capito che di Weltbestimmerin ce n’è una sola.


1Stai giusto attraversando la fase della pulizia?
2Stai giusto attraversando la fase della beneficienza?
3Una nostra conoscente, neuropsichiatria infantile, disse: “si mette tutto in bocca, sta chiaramente attraversando la fase orale.” Mi chiedo con insistenza cosa farà quando attraverserà quella anale.