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Egolalìa

Egolalìa, da ego – io – e làllein – chiaccherare – perché qui parlo di me, in prima persona, in quanto Weltbestimmerin meiner bestimmten Welt. In pratica è il passo successivo all’omfaloscopia, cioè la concentrazione su sé stessi. Dopo essermi osservata per bene l’ombelico (pratica che svolgo oramai da due anni), passo all’esternazione. Preferisco infatti aprire un blog, anziché spendere un pacco di soldi da un analista. E poi, forse, così aiuto la diffusione del chiarapensiero antionanofrenico, antitetratricotomico e bicchieremezzopienistico.

Chiara perché lo sono di nome e di fatto, e tonda perché sono di Vinci, ovvero son bella son tonda, son come la Gioconda.1

Vivo insieme ai miei due capoccioni

e a un cane shakerato (non mescolato), Pulcinea Schopenhauer del Toboso.

Sto bene con me stessa e con l’ambiente che mi circonda. Se i problemi non ci sono non li cerco, se ci sono li affronto e provo a risolverli. Se non riesco a risolverli, cerco di conviverci il più serenamente possibile.

Chiaradavinci coi suoi pregi e difetti,
chiaradavinci lo ammette e lo sa,
perché al mondo non ci sono perfetti,
ma chi si accetta e chi rosicherà.
Chiaradavinci qui si espone,
dice, per lei, cosa va o non va,
chiaradavinci ci mette il faccione,
accanto a quello del suo amico Marx.2


1Peccato che certe cose non le scriva più nemmeno lui.
2Non scrivetemi per dire che alcuni versi non rispettano la metrica, lo so benissimo, ma non credo proprio di essere riducibile a un qualsiasi tipo di forma. Sono ipermetra a prescindere.

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