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Toh… pinambur! 2 marzo 2008

Posted by chiaradavinci in gnocchi seautòn.
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La settimana scorsa ho fatto un giro dai miei amici di Evita Bio, un negozio di generi alimentari in via Rozzalupi, a Empoli, che vende solo prodotti biologici, molti anche per celiaci, un vero paradiso per chi vuole alimentarsi bene e in maniera sana.

Su suggerimento di Nartaki, bella e sorridente come sempre, ho acquistato dei topinambur

convinta che li avrei riciclati in una zuppa, o nella solita quiche.

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Wundertüte e Strudel (ja Kartoffel e Weltanschauung) 11 ottobre 2007

Posted by chiaradavinci in gnocchi seautòn.
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Wundertüte è una di quelle parole tedesche, meravigliose e intraducibili, che tanto mi affascinano. O meglio, una traduzione ci sarebbe anche, “sacchetto delle meraviglie” o “borsa piena di sorprese”, ma vuol dire tutto e nulla.In Germania invece è un contenitore – in genere a forma di cono – pieno di dolciumi e piccoli giochi, che viene regalato ai bambini il primo giorno di scuola.

Wundertüte Il dring, che ha frequentato una deutsche Schule in Spagna, mi ha detto che in genere gli alunni delle ultime classi li preparano alle matricole, ma non so se è così dappertutto.

Da quando ci siamo iscritti a un GAS (Gruppo di Acquisto Solidale) ogni mercoledì andiamo a ritirare tutti i nostri prodotti biologici: latte, yogurt, formaggi, frutta, pane e una borsa contenente verdure di stagione miste. Io pago tutte le settimane 5 euro e mi consegnano un bel sacchettone con l’insalata appena colta, le zucchine, le carote, le patate, i finocchi, i cetrioli, i ravanelli, ma anche verdure che per me crescevano su Marte, tipo la verza, il cavolo nero, la rapa bianca (lo ammetto: l’ho usata per fare un centrotavola!) e la barba di frate. Ogni settimana ci lasciamo sorprendere e apriamo ansiosi il sacchetto magico che, ovviamente, abbiamo ribattezzato Wundertüte.

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Marmellata di pesche al profumo esotico 25 settembre 2007

Posted by chiaradavinci in gnocchi seautòn.
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Oggi inauguro anche la rubrica Gnocchi seautòn. Ho sempre desiderato scrivere un libro di cucina con questo titolo, perché secondo me tra le pentole ci si conosce, ci si apprezza e ci si vuole più bene.

 

Da qualche anno ho un debole per il ginger, comunemente detto zenzero. Lo metto dappertutto, nelle zuppe, nei risotti, nel tè, nei dolci e da ieri anche nelle marmellate. Avevo infatti due chili di pesche a polpa gialla che mi avanzavano e ho avuto l’ispirazione per questa marmellata al profumo esotico.

 

Ingredienti:

 

2 chili di pesche a polpa gialla
1 chilo di zucchero
2 lime
1 cucchiaino di zenzero in polvere (facoltativo)
1 radice di zenzero fresco

 

Lavate, sbucciate e tagliate a tocchetti le pesche (io in genere le frullo pure, ma al dring piacciono i pezzi di frutta nelle marmellate e glieli concedo per amore). Mettetele in una ciotola assieme allo zucchero, alla buccia (asportata per mezzo di un altrove tanto bistrattato rigalimoni) e al succo dei lime. Lasciate riposare per un’ora.

 

Nel frattempo sbucciate e grattugiate lo zenzero.

 

Mettete le pesche e il loro succo in un tegame d’acciaio, aggiungete lo zenzero in polvere, quello fresco e portate a ebollizione. Cuocete dai 30 ai 45 minuti, mescolando spesso con un cucchiaio di legno (per verificare se la preparazione è densa al punto giusto, versatene alcune gocce su un piatto, inclinatelo e controllate che le gocce scorrano lentamente verso il basso). Togliete la schiuma che si è formata in superficie, versate la marmellata nei vasetti sterilizzati e lasciate raffreddare otto ore circa. Chiudete i vasetti ermeticamente e aspettate un paio di mesi prima di assaggiare la marmellata.

 

Ancora non l’ho provata, ma spero che il pizzicorino dello zenzero sia gradevole e che il succo e la buccia del lime lascino un retrogusto fiorito e diano un profuno inconfondibile a questa marmellata.

 

Variante: si potrebbero sostituire le pesche con delle albicocche, i lime con un’arancia e il ginger con un bastoncino di cannella, da togliere a fine cottura.